Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Il 2 novembre scorso, il Tribunale Permanente dei Popoli (TPP) ha tenuto la sessione di apertura sugli omicidi dei giornalisti a L’Aia, nell’antica sede di Nieuwe Kerk

La persecuzione dei giornalisti - che sono simbolo di uno dei diritti fondamentali delle società democratiche civili, la libertà di espressione - troppo spesso culmina nell’omicidio e nell’impunità di autori e mandanti. La giuria, come previsto nello Statuto, riunisce diverse competenze che presentano una pluriennale esperienza nel settore, garantendo, al tempo stesso, un’indipendenza di giudizio. A conclusione della Sessione di apertura, incentrata sugli scenari generali illustrati  nell’atto di accusa, il TPP si è dichiarato pronto ad attivare la propria procedura nei seguenti termini: "Il TPP è consapevole che l’omicidio di giornalisti è un problema universale, non solo nei paesi non democratici ma in tutto il mondo. L’atto di accusa consegnato a questo Tribunale mostra che dal 1992 più di 1.400 giornalisti sono stati uccisi per aver svolto il loro lavoro. Aggiunge che, in almeno 900 di questi casi, i giornalisti sono stati uccisi per rappresaglia diretta del loro lavoro. Il TPP è consapevole della gravità e dell’importanza di questa piaga, conseguenza di un ambiente ostile alla libertà di stampa. Per questo motivo, il Tribunale ha accettato di iniziare un procedimento sulla base dell’atto d’accusa e ha deciso di tenere una sessione dedicata all’omicidio di giornalisti. Il TPP rileva che queste gravi violazioni dei diritti umani, conseguenza delle vessazioni e degli attacchi volti a mettere a tacere i giornalisti, sono caratterizzate dalla riluttanza dei governi a proteggere i giornalisti dalle intimidazioni e dall’assenza di processi che puniscano tali azioni. Il risultato è un’impunità quasi totale (il 90% dei casi resta impunito, secondo l’atto di accusa). La mancanza di processi penali invia messaggi molto negativi e può mettere a tacere una comunità di giornalisti e stimolare l’autocensura tra di loro. L’impunità ha gravi conseguenze non solo per le famiglie delle vittime, ma per la società nel suo insieme.
Lo scopo della sessione è di valutare le responsabilità degli Stati per le violazioni e di attirare l’attenzione sui casi in cui gli Stati non solo non sono riusciti a proteggere i giornalisti dalla violenza letale, ma non sono stati capaci di indagare sulla loro morte. Il Tribunale si baserà sull’importante lavoro svolto dalle organizzazioni internazionali e non governative per documentare i casi presentati. Tuttavia, come ha evidenziato la sessione di apertura, l’omicidio di giornalisti e l’impunità sono una tendenza più ampia. Il dibattito del 2 novembre ha dimostrato la globalità del problema. Sono stati denunciati, tra gli altri, casi in Colombia, Russia, Filippine, Slovacchia, Malta, ma molti altri episodi sono preoccupanti nel mondo. L’atto di accusa ricorda che esempi di impunità per l’omicidio di giornalisti esistono in tutto il mondo e la maggior parte dei casi irrisolti si concentrano in tredici paesi. Proprio durante la sessione del Tribunale, un giornalista è stato assassinato nelle Filippine, così come altri due giornalisti messicani sono stati uccisi.
Ci auguriamo che questa sessione del TPP sull’omicidio dei giornalisti aiuti a conoscere meglio questi crimini e, soprattutto, contribuisca a fermare l’impunità".

Fonte: questionegiustizia.it

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy