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Anche in via d'Amelio lanciato un appello

"Palermo forse non cambierà mai. Lo dimostrano gli arresti dei giorni scorsi a causa del racket e dell'usura in vari quartieri della città. Purtroppo il cittadino paga ed è sottomesso". E' amaro il commento di Bernardo Raimondi, ceramista vittima di usura, che da tempo si trova a vivere tra mille difficoltà.
Nei giorni scorsi in via d'Amelio è stato lanciato un nuovo appello durante le commemorazioni della strage di via d'Amelio per sollecitare la cittadinanza ad avvicinarsi
all'artigiano che si trova in via Altofonte. Ed oggi Raimondi torna a far sentire la propria voce, chiedendo aiuto non solo tramite le donazioni o l'acquisto delle proprie opere, ma anche dando visibilità alla sua attività.
"Spero che in molti possano venire a vedere dal vivo come si fanno a mano le statuette con l'argilla e soprattutto comprare alcune di queste piccole opere" ha aggiunto via social. "Ultimamente mi sento molto scoraggiato e mi trovo con la famiglia a vivere in condizioni molto dure. Cosa serve denunciare se poi si è lasciati soli soprattutto dalle istituzioni? A che serve fare appelli e dare la vita? Senza memoria non c'è futuro, si dice, ed io spero che ci si possa ricordare di chi ha avuto il coraggio di denunciare e che oggi è vivo, ma si sente morire dentro per la miseria umana e sociale che attraversa".

Per info: 3391327950

bennardomarioraimondi.weebly.com

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Foto © Emanuele Di Stefano

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