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La legge 4 maggio 2007, nr. 56 riconosce il giorno 9 maggio, anniversario dell’uccisione di Aldo Moro, quale “Giorno della Memoria” delle vittime del terrorismo, interno e internazionale, e delle stragi di tale matrice. A parte il fatto che sono dovuti passare 29 anni dalla morte di Moro e molti altri rispetto alle tante vittime del terrorismo rosso e nero, per istituire questa giornata, rimane una domanda: quello mafioso è terrorismo? Mi pare che la risposta sia scontata e, ora che ci penso, sono stato uno dei primi a parlare di terrorismo mafioso in un mio articolo su Lotta Continua scritto nel lontano 1979, dopo l’omicidio di Michele Riina. Fra l’altro la cosa si concilia perfettamente con la data dell’uccisione terroristico-mafiosa di Peppino Impastato. E allora perché le vittime del terrorismo mafioso non sono comprese tra quelle che si ricordano in questa giornata. Esiste anche un libretto e un elenco, ma esse non ci sono. Ho detto e scritto questa cosa tante volte, l’ho urlato dal balcone di Casa Impastato, ma niente. Fra l’altro il Presidente Mattarella, che ha celebrato e ricordato la giornata, sa bene che tra questi morti c’è anche suo fratello Piersanti, non perché tra i suoi possibili assassini c’è il fascista Giusva Fioravanti, ma perché l’assassinio a sangue freddo di una persona che ha un ruolo istituzionale, per motivi legati al suo ruolo, si configura come atto terroristico. Rimane la domanda, a meno che non si ritenga opportuno accostare il comunista estremista e disoccupato Peppino Impastato con il grande statista ucciso Moro nello stesso giorno.

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