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Precisamente tre anni fa Facundo Jones Huala, leader Mapuche, venne estradato in Cile, dove ancora sta scontando la sua pena. La sentenza venne pronunciata dal tribunale di Bariloche in Argentina.
Un evento grave, considerato che nelle carceri cilene i Mapuche sono trattati come dei terroristi a causa delle leggi promulgate negli anni della dittatura di Pinochet, ancora in vigore. All’udienza di estradizione, fra il pubblico c’era anche Nora Cortiñas, cofondatrice delle Madri di Plaza de Mayo.
Durante il processo Facundo si era difeso in questo modo: “Qui non c’è terrorismo, qui c’è un popolo stanco, che si difende con quello che ha: un arsenale di pale, machete, motoseghe, arnesi da lavoro. Siamo gente che lavora. Questi stessi attrezzi hanno costruito questa palestra. Cosa possiamo aspettarci dalla giustizia corrotta di un altro paese, quando uno percepisce che è la stessa legge della dittatura, del dittatore Pinochet del 1975? È totalmente incostituzionale. Cosa possiamo aspettarci da un paese che non può garantire la giustizia e il giusto processo con i diritti costituzionali. Continuerò ad incitare tutti i miei fratelli mapuche a sentirsi orgogliosamente mapuche, che non dimentichino il coraggio di Rafael Nahuele che seguano il suo cammino. Se io non fossi stato malato sarei stato lì dove si trovava Rafael. Non mi importa di essere in prigione per la mia gente. Questo sono, sono quello che ci ha lasciato Calfupan. Siamo i loro figli, nipoti, i loro discendenti e in questa terra continuerà a nascere sangue mapuche. Questa terra è, è stata e continuerà ad essere territorio mapuche. I Mapuche continueranno a organizzarsi politicamente in entrambi i versanti della cordigliera, non importa se sono in prigione o no. Dicono che siamo terroristi, ma noi non lo siamo. Io chiedo, se siamo terroristi, dove sono i morti? I morti sono sempre nella nostra comunità. Se questo non è un processo politico, cos’è ?”.
I Mapuche sono una popolazione Latinoamericana stanziata nella regione cilena dell’Araucania dai tempi precolombiani. Per 6 anni prima della sua incarcerazione Facundo ha rivendicato per il suo popolo i terreni occupati dall’azienda italiana dei Benetton. Quest’ultima infatti nel 1991 ne acquistò la proprietà. Agendo in gruppi organizzati, i rappresentanti del popolo Mapuche riuscirono a riprendere il controllo di alcune terre su cui costruirono nuovi villaggi.
L’azienda italiana si avvalse della giustizia argentina per risolvere la questione, ma le istituzioni temporeggiarono e poco dopo inviarono reparti di polizia nelle zone contestate, ovviamente in violazione di ogni diritto costituzionale garantito ai popoli indigeni.
Nel 2013 il giudice della città di Bariloche, Gustavo Villanueva, ordinò la cattura di Facundo. I reati contestati erano: detenzione illegale di armi, munizione di fabbricazione artigianale e incendio di una casa nel fondo Pisu Pisué di San Bueno del Cile.
Durante l’agosto del 2016 Facundo si ritrovò imputato nel primo processo. Durante quest’ultimo l’accusa richiese l’estradizione in Cile, ma successivamente all’accertamento delle torture praticate dalla polizia su un testimone chiave affinché rendesse dichiarazioni false, il giudice federale rifiutò la richiesta. Dopo poco tempo però il giudice Villanueva ordinò di nuovo l’arresto del leader Mapuche, il cui mandato di cattura era rimasto valido per l’Interpol. Il ricorso in appello della difesa è stato respinto dalla Corte Suprema di Giustizia nell’agosto del 2017, che al contrario ha disposto un secondo procedimento di estradizione. Nel 2018 Facundo è stato infine estradato in Cile, dove tuttora sconta una condanna di nove anni, nella prigione di Temuco, dove sono state riscontrate condizioni igieniche e vitali critiche. Proprio in questo momento le comunità indigene stanno richiedendo il rimpatrio del leader a causa di un focolaio Covid individuato all’interno del carcere.
Resta solo che aspettare e continuare a denunciare le violenze, le privazioni e gli abusi che tutt’oggi il popolo Mapuche è costretto a subire. Facundo è e rimane un simbolo di rivoluzione, che continua a guidare e ad ispirare una lotta giusta e doverosa, che non può restare inascoltata, soprattutto dalla comunità internazionale.

Foto tratta da comitatocarlosfonseca.noblogs.org

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