Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Primo febbraio 1988, prima intifada palestinese.
Una delle foto scattate in quel giorno spicca fra le altre.
Un giovane palestinese che diventa immagine simbolo del coraggio del suo popolo. Un giovane palestinese ancora troppo innocente per essere privato delle spensieratezze dell’infanzia, già troppo maturo per sottrarsi alle circostanze che l’hanno reso un bimbo senza patria. Un concreto sommarsi di valori e storie, cristallizzati nel tempo, nella figura di un bambino. Un giovane cuore, che ha già maturato la forza di lottare per la sua terra, pur non avendone - secondo alcuni - il diritto. L’innocente volontà di non piegarsi alla manipolazione del suo futuro. Il coraggio di ribellarsi, e la coscienza di poter elevare il suo piccolo grido di rivolta contro il muro dell’indifferenza e dell’ingiustizia, per essere in grado di abbatterlo. Una giovane anima che divampa di infuocata speranza, ancora non contaminata dalle rassegnazioni e i pesanti ricordi di una lunga vita di ingiustizie accumulate su una fragile schiena. Nemmeno l’età, in Palestina, è un limite alla consapevolezza, all’amore per la propria terra. Non è un limite alla rivendicazione della propria appartenenza, alla rivendicazione della propria possibilità di affermarsi. E’ l’unico modo di reagire al furto della propria infanzia, che insieme alla propria terra è racchiusa in quella pietra. Per il nonno che quarant’anni prima aveva vissuto l’inferno della Nakba, per il padre e per la terra. Per la terra e per la madre. Per la terra madre. Per le immagini andate della sua spensieratezza - sottratta dall’occupazione - che prendono forma in una pietra. La Palestina è anche sua, e così la responsabilità di mantenere viva la sua voce. Mostrate questa foto a chi scetticamente dubita della nostra devozione. Mostrate il coraggio di questo bambino a chi non crede nell’intimo e primitivo legame fra la nostra anima e la nostra Terra. “Loro guardano verso il futuro ed è per questo che correggono i nostri errori, e gli errori di tutto il mondo”.

Tratto da: facebook.com

Foto © samdaq (AT) hotmail is licensed under CC BY-ND 2.0

TAGS:

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy

Stock Photos provided by our partner Depositphotos