Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

da okparliamone.com
Povera Italia e poveri noi, ma soprattutto povero Luigi.
Evidentemente non bastava vedere la Camorra mandare letteralmente in cenere il suo negozio e con esso il suo sogno; non bastava subire le violenze fisiche e psicologiche delle estorsioni; vivere nella paura; essere minacciato e non poter sognare una famiglia. No, non bastava.

Chi è Luigi Leonardi?
Libero sognatore, prima di libero imprenditore.
Sì, Luigi è semplicemente uno di noi, come me che sto scrivendo e come te che stai leggendo. Sogna di diventare imprenditore e di avere la sua attività e, cosa ancora più importante, ci riesce.
Nel giro di alcuni anni vede i primi frutti del lavoro e dei sacrifici lentamente prendere forma e poi, lentamente, incenerirsi davanti a lui.
Le prime estorsioni, i primi conti che non tornano e i primi negozi chiusi.
Arrivano le prime desistenze, le prime difficoltà e le prime violenze.
Allora ecco i primi segni di cedimento, psicologici, fisici ed economici.
Luigi non ci sta. Non sta in quella dimensione irreale, dove per sopravvivere bisogna pagare, chi poi? Quattro presuntuosi che pensano di avere il mondo in mano? Ma per favore, la la Paura non perdona, nemmeno a loro.

Arrivano le denunce
Chi vede calpestare i propri sogni, le proprie fatiche e i sacrifici non può resistere a lungo e prima o poi scoppia. Arrivano le denunce, i tempi eterni della Giustizia e le prime condanne. Gli appelli, i ricorsi e gli avvocati. Ciò che non ha mai abbandonato Luigi sono i suoi sogni e la sua paura. Viene inizialmente inserito in un programma di Testimoni di Giustizia, ma ecco che il 10/5/2017 arriva la sorpresa dal Ministero dell’InterNo: gli viene modificato lo status e Luigi è considerato Collaboratore di Giustizia, cioè come un ex affiliato alla Camorra che si è pentito. Oltre il danno, la beffa: essendo classificato come tale non avrebbe avuto diritto di accesso agli atti. Luigi rifiuta di essere trattato in questo modo dallo Stato che dovrebbe proteggerlo, tutelarlo e supportarlo.

Veniamo ad oggi
Questo rifiuto di Luigi, oltre ad averlo escluso dal programma di protezione e, naturalmente, oltre ad averlo umiliato; non gli sta permettendo di essere sentito dal Ministero dell’InterNo.
Perché vuole essere sentito?

Chi acconsentirebbe a farsi definire dal Ministero dall’Interno un ex criminale?
Ecco perché Luigi chiede di essere sentito. Noi crediamo che non sia normale che un cittadino che si oppone alla Camorra, denunciando e seguendo quindi le incitazioni delle Istituzioni dello Stato, debba GIUSTIFICARSI dimostrando di non essere un ex criminale.

In data 15/01/2020 il Ministero dell’Interno, con la “firma del Cambiamento” Crimi, nega a Luigi di presentare la propria posizione

leonardi luigi premiazione c cristian palmieri

Caro Ministero… eccoti le nostre riflessioni
Scrivendo questo articolo abbiamo consultato un’infinità di documentazioni pervenute dallo stesso Luigi, dalle quali è emerso (fra il resto) che:

- Luigi non risulta indagato o imputato in alcun procedimento o processo penale.

Se Luigi fosse davvero un “ex affiliato alla Camorra”, non dovrebbe quantomeno essere stato indagato per Associazione a delinquere?

- Luigi risulta parte offesa in numerosi processi penali a carico di persone a cui sono imputati svariati reati quali minacce ed estorsioni aggravate. Processi che hanno portato a numerose condanne.

Può essere credibile che un ex affiliato alla Camorra si apra un negozio dove è sottoposto ad estorsione accertata da sentenze da soggetti con cui svolgeva la stessa attività?

- Sono state presentate numerose interrogazioni al Ministero dell’Interno, con l’obiettivo di incitarlo ad interessarsi della situazione di Luigi.

Perché queste interrogazioni (ad esempio: Di Maio 6/8/’14, 24/2/’15 o Ricchiuti 12/1/’16) non sono mai state seriamente considerate?

- Sono in corso ulteriori processi e appelli a processi già conclusi in primo grado

- Luigi è stato insignito del Premio Nazionale Paolo Borsellino, con consegna ufficiale il 26 ottobre 2019 alla presenza del Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo

Ci dobbiamo preoccupare di più per la cattiva informazione del Procuratore Nazionale Antimafia che non sa con chi sta dividendo il palco del Premio, per la follia dell’Associazione Falcone e Borsellino che conferisce un così prestigioso premio a un ex affiliato alla Camorra o per un Ministero dell’Interno che non è informato?
Indizio: la terza.

- Luigi incontra migliaia di studenti ogni anno nelle scuole Italiane per portare la sua testimonianza e il suo esempio

Il Ministero dell’Istruzione è informato che un ex criminale gira per le scuole d’Italia? Oppure è più che informato e sa che non si tratta di un “Collaboratore di Giustizia”?
Se Luigi fosse davvero un ex affiliato alla Camorra, non si dovrebbero prendere delle precauzioni per questi incontri?
OPPURE SEMPLICEMENTE LUIGI NON E’ UN EX CAMORRISTA?

Se la chiusura dei porti suscita sempre discussioni e schieramenti, la chiusura delle porte mette d’accordo tutto il Ministero (e non solo).
Sostieni anche tu Luigi! FIRMA LA PETIZIONE: FIRMA ANCHE TU PER SOSTENERE LUIGI

Benvenuti nel Paese dove per farsi (forse) ascoltare bisogna passare dal Tribunale.

Tratto da: okparliamone.com

Foto © Cristian Palmieri

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy

Stock Photos provided by our partner Depositphotos