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di Salvatore Calleri*
Quanto successo a Vittoria è grave, molto grave.
Siamo di fronte ad una crisi strutturale di una città che se non avesse la mafia e una forte devianza sociale, potrebbe spiccare per benessere.
Il caso del suv che ha ucciso i due ragazzi mentre giocavano, fatto gravissimo, ha acceso i riflettori su Vittoria per l'ennesima volta, indice di una devianza e tracotanza, in questo caso pure mafiosa, di chi come regola di vita, de facto, non rispetta le regole.
Non bisogna dimenticare che della mafia a Vittoria sono in pochissimi a parlare, in primis il giornalista Paolo Borrometi, attaccato e minacciato anche in questi giorni, colpevole di aver fatto notare di chi era la ditta delle pompe funebri, eppoi c'è il già senatore Beppe Lumia, pluriminacciato anch'esso che ha fatto numerose interrogazioni che potete trovare a questo link stopmafia.blogspot.com/search?q=lumia+vittoria.
Tra i senatori in carica si è occupato pure in modo eccellente il senatore Mario Michele Giarrusso con interventi ed interrogazioni come dal link stopmafia.blogspot.com/search?q=giarrusso+vittoria.
Oltre loro, poco e nulla, nonostante l'eccellente impegno delle forze dell'ordine e della magistratura.
Un anno fa il comune è stato sciolto per mafia, e nonostante questo il commissariato di Vittoria ha avuto il 50% dell'immobile per cui paga un notevole affitto sequestrato ad un gruppo mafioso di Gela... Incredibile.
Mi dispiace dirlo ma da tosco-siculo che ama la sua terra d'origine invito i cittadini di Vittoria a ribellarsi, a non accettare la mafia che li distrugge. A sostenere chi come Borrometi rischia la vita.
Personalmente lo farò come l'ho sempre fatto sinora a prescindere.

* Presidente della Fondazione Caponnetto

In foto:
i cuginetti morti nell'incidente di Vittoria, Simone e Alessio

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