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corleone palermo borgo 850di Giuseppe Lumia
C’è poco da girarci intorno: a Corleone si voleva celebrare la fine dell’Antimafia. È questo purtroppo il significato profondo di quello che sta avvenendo in queste elezioni comunali a Corleone.
Attenzione, è un po’ il paradigma di ciò che si sta vivendo in molte altre parti del Paese.
L’Antimafia come un fardello, come un peso, o addirittura come una macchia di cui liberarsi al più presto, una sorta di invito agli elettori a farsi votare proprio perché non caratterizzati dalla matrice Antimafia.
Mi brucia il cuore. Corleone è una città stupenda, che ha fatto un cammino vero nella direzione Antimafia, costellato di passi concreti, di diritti e doveri reali, di sviluppo, di opere pubbliche e di riqualificazione. Negli anni tutto si è assopito, a forza di andare contro l’Antimafia, sino al punto che in questa campagna elettorale si pensava di raccoglierne i frutti con addirittura 5Stelle locale che ambiva a bruciare tutti sul traguardo di questo nefasto terreno.

Alcune lezioni sono inevitabili.

1. Sulle mafie non bisogna mai abbassare la guardia. Cosa Nostra è ancora una brutta bestia e a Corleone in questa campagna elettorale, semmai, andavano fatti i nomi e cognomi dei boss da cui prendere le distanze dall’ancora attivo sistema parentale e collusivo dei Provenzano/Riina/Bagarella con in testa oggi il nipote prediletto di Riina, Giovanni Grizzaffi, come ho ampiamente spiegato nelle ultime interrogazioni da me presentate in Parlamento nell’ultima Legislatura.

2. Bisogna stare sempre dalla parte dello Stato, anche quando sbaglia, per migliorarlo e cambiarlo dal di dentro. Le ambigue posizioni neutre, nè con lo Stato nè con la mafia, sono un bel regalo di fatto alla cultura e agli interessi mafiosi. Lo scioglimento per mafia del Comune è stato un’opportunità non a pieno sfruttata dalla stessa politica corleonese nonostante un lavoro encomiabile e raramente svolto dai Commissari e dalla Prefettura di Palermo. Nè lo Stato centrale ha saputo investire su grandi progetti di rilancio per Corleone, come ho ripetutamente chiesto nell’ottica di utilizzare lo sviluppo sostenibile per combattere e sradicare la mafia. Le responsabilità dei 5Stelle sono enormi e incancellabili, nonostante la chiara presa di distanza di Di Maio, ragion per cui non condivido la stessa scelta del mio partito di aver rinunciato, proprio a Corleone, a presentare una candidatura visibile, autorevole e vincente in grado di dare piena garanzia alla migliore Corleone e al mondo intero che indietro non si torna, assecondando il gioco delle correnti e della frammentazione in altre liste e restando di fatto subalterni al gioco al massacro contro l’Antimafia.

3. Adesso non ci resta che riflettere e cambiare passo, prima che sia troppo tardi. Corleone è il paradigma di ciò che sul fronte della sfida Antimafia non va fatto e di ciò che va fatto, in sostanza l’Antimafia è una risorsa importante, naturalmente da utilizzare bene e al servizio del bene comune, con generosità, passione e progettualità.

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