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just sport formazione sportdi Giovanni Barbieri
Nell’ambito del progetto JUST SPORT - Fight against doping on grassroots level, co-finanziato dal programma europeo Erasmus+, il CESIE ha avviato una campagna di promozione e sensibilizzazione sul tema dell’uso del doping a livello non agonistico.
L’iniziativa, coordinata dall’Associazione Sportiva della città di Rijeka (Croazia), vede partecipanti diversi paesi europei, tra i quali SLOADO (Slovenia), Bulgarian Sports Development Association (Bulgaria), Municipio de Mirandela (Portogallo), Vasterbottens Idrottsforbund - Swedish Sports Confederation (Svezia) e CESIE (Italia).
La parola doping, nella maggior parte dei casi, ci fa pensare a competizioni sportive agonistiche o professionistiche: eppure il fenomeno è molto più radicato di quanto possa sembrare e la situazione non è dissimile in nessuno dei paesi europei coinvolti.
L’uso di sostanze e metodi proibiti nelle palestre e nei centri fitness per incrementare le performance fisiche, purtroppo è un fatto ormai consolidato tra i giovani.
L’Organizzazione Nazionale Anti-Doping (NADO) che rappresenta la massima autorità in materia di attuazione e adozione del Programma Mondiale Antidoping WADA (Agenzia Mondiale Anti-doping), non può effettuare controlli all’interno dei centri fitness, né può intervenire in nessun caso al di fuori di competizioni ove i partecipanti non siano tesserati presso federazioni sportive riconosciute.
L’unico controllo del fenomeno è quello effettuato dai NAS dei Carabinieri legato alla compravendita di sostanze proibite.
L’assenza di una vera e propria autorità in grado di controllare il territorio in modo capillare e dare il giusto peso al problema rischia di far proliferare l’uso di queste sostanze altamente nocive per chi ne fa uso.
È infatti ormai certo che sostanze come steroidi, ormoni della crescita, testosterone e stimolanti vari hanno conseguenze anche permanenti sulla salute di chi ne fa uso solo per ottenere risultati aldilà delle possibilità naturali del proprio corpo e con tempistiche molto ridotte rispetto al normale sviluppo.
Nell’ambito del progetto JUST SPORT è stata quindi realizzata una formazione ad hoc per i proprietari di palestre e centri fitness, per gli istruttori o per chi si appresta a diventare uno di loro e infine anche per chi frequenta queste strutture, con l’obiettivo di sensibilizzare sul tema del doping e promuovere attività fisiche scevre dal coinvolgimento di integratori o sostanze proibite.
Solo con la sensibilizzazione e una maggiore attenzione verso i rischi legati alla salute si può incidere e ottenere risultati.
Dall’esperienza maturata insieme agli altri paesi Europei, possiamo dire che non è con la sola repressione che si può arginare un fenomeno tanto radicato e così vasto come quello dell’utilizzo di sostanza dannose a livello amatoriale e nei centri fitness. Al termine dei lavori del progetto JUST SPORT, collezionate tutte le esperienze e approfondite le buone pratiche in Europa, si è giunti alla conclusione che la formazione e l’educazione, prima a scuola e successivamente nelle Università che formano i futuri istruttori, sono la chiave di volta per cercare di prevenire il fenomeno e educare la popolazione sugli effetti estremamente dannosi che le sostanze proibite hanno sul corpo umano.

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