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maggiani chelli giovanna 2 c BramoSestiniIllustrissimi Giudici,
penso che uno solo, sia pure minimo, Vostro pensiero sia andato a quel 27 Maggio 1993, in cui la mafia, per far sì che le fosse annullato per sempre il 41 bis, ha piazzato 277 chili di tritolo di via dei Georgofili a Firenze.
Non potrebbe ma soprattutto non dovrebbe essere possibile che Loro abbiano emesso una sentenza come quella relativa al caso del mafioso Onda, il 21 febbraio scorso, senza minimamente valutare cosa sia stata la spasmodica richiesta in tutti questi anni da parte della mafia per aver annullato il 41 bis.
Loro, Signori Giudici, non possono non considerare che una sentenza come quella emessa a Perugia il 21 febbraio scorso, sia la chiave di volta che la mafia aspettava da lungo tempo, dal 1993, per liberarsi del carcere duro, quel sistema carcerario che non consente ai mafiosi di avere contatti con l’esterno.
Qualcosa non deve aver funzionato nel sistema, lo vogliamo pensare con tutte le nostre forze, e nel più breve tempo possibile auspichiamo un correttivo ad un errore che tale vogliamo considerare.
Se così non sarà e non avremo chiari segnali, abbiamo deciso di organizzare a breve una manifestazione, là dove tutti quelli che la vedono come il Sig. Onda, hanno unito le forze per ammazzare i nostri figli, per ottenere di poter parlare con chiunque dalle maglie de 41 bis.
Ovvero, Signori Giudici, gli uomini come Onda, vogliono continuar a dare ordini di morte a loro piacimento e noi torneremo là dove abbiamo pagato un prezzo senza eguali, perché alla mafia fosse annullato il 41 bis e protesteremo contro di VOI che risultate, dopo la sentenza del 21 febbraio emessa dal Tribunale di Sorveglianza di Perugia, lo strumento che dà continuità al martirio dei nostri figli anche dopo morti.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

Foto © Bramo Sestini

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