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marijuana piantadi Piero Innocenti
Il dato statistico più rilevante dell’attività antidroga nazionale svolta a febbraio scorso dalle forze di polizia riguarda il sequestro, record assoluto, di 14.193 kg di marijuana sul totale mensile di 17.197kg di stupefacenti (fonte DCSA – Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, marzo 2017). Marijuana che continua ad arrivare dall’Albania in gran quantità nei porti e lungo la costa pugliesi, dove ne sono stati intercettati complessivamente circa 2,3tonnellate (nelle province di Bari, Brindisi, Foggia e Lecce) e alle quali vanno aggiunte le 2,1ton sequestrate nelle acque internazionali grazie alla vigilanza in mare della Guardia di Finanza.
Il sequestro di oltre 2,5ton di marijuana nella provincia di Prato è dovuto, presumibilmente, ad una operazione di polizia effettuata nella zona per bloccare il consistente carico di droga in movimento a bordo di un mezzo pesante diretto al nord. Gran parte dei 595kg di cocaina sono stati bloccati nel porto di Gioia Tauro (390kg a bordo di un portacontainer proveniente dal Brasile), ma significativi sequestri si sono avuti a Como (37kg), a Savona (34kg), a Roma (27kg).
Dall’inizio dell’anno sono già oltre 720 i chilogrammi di “neve” sequestrati. Tira sempre il mercato dell’hashish con oltre 3,3ton al primo marzo scorso, oltre 9mila le piante di cannabis scoperte nelle perquisizioni in casa o nei campi, poco più di 92 i chilogrammi di eroina tolti dal mercato (i sequestri più rilevanti di febbraio si sono avuti a Varese con 12kg, Pescara con oltre 4kg e Ravenna con 3,8kg).
Un aspetto sorprendente, che forse meriterebbe di essere approfondito, riguarda la provincia di Belluno che parrebbe davvero, stando alle statistiche della DCSA, una sorta di territorio quasi indenne dalle droghe. In effetti da ottobre 2016 al primo marzo di quest’anno le forze di polizia non risulta abbiano fatto alcun sequestro e anche nel restante arco del 2016, con l’eccezione di settembre quando furono sequestrati 2,800kg di stupefacenti, la repressione è stata quasi nulla. Naturalmente è possibile che eventuali operazioni non siano state segnalate alla DCSA e, quindi, i dati siano incompleti. Ma mi sentirei di scartare questa ipotesi, considerata l’attenzione solitamente posta dagli operatori delle tre forze di polizia in servizio alla DCSA. D’altronde riesce difficile pensare che in quella provincia non ci sia consumo di droghe come avviene un po’ dappertutto. Salvo immaginare un’attività di prevenzione primaria e secondaria talmente diffuse e incisive da aver quasi eliminato completamente il consumo di stupefacenti nella zona.
Nelle restanti province italiane prosegue il contrasto allo spaccio di stupefacenti mentre è ripreso, alla Camera dei Deputati, l’esame del disegno di legge sulla legalizzazione della cannabis. Nel frattempo, nelle ultime ore, a Torino i poliziotti inseguono persino sui tetti delle abitazioni alcuni pusher (tutti stranieri) che avevano tentato la fuga per sottrarsi all’arresto; mentre un marocchino, a Brescia, agli arresti domiciliari per scontare una pena di ben undici anni per narcotraffico, aveva pensato bene di continuare a spacciare cocaina, circa un chilogrammo, che teneva nascosta in cucina.
Non è andata meglio ad un tunisino arrestato per spaccio dai carabinieri di Riva del Garda dopo che gli avevano trovato un chilogrammo di hashish nascosto tra i pannolini del figlio. A Mantova, invece, è finita, almeno momentaneamente, l’attività di spacciatore di un settantenne trovato, a bordo della sua auto, nei pressi di una farmacia con 150 dosi confezionate di eroina. Sempre a Brescia un giovane diciottenne è stato arrestato dalla polizia con tre etti di marijuana che deteneva nella sua cameretta giustificando la sua attività, iniziata già a quindici anni, per aiutare la madre e un fratello più piccolo rimasti soli dopo che il padre li aveva abbandonati. Una delle tante drammatiche storie di questo mondo criminale che appare sempre più fuori controllo.

Tratto da: liberainformazione.org

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