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amatrice terremotodi Francesco Bertelli
C’è il tempo del silenzio e del dolore. I mezzi di comunicazione hanno svolto la loro parte nel descriverci ogni sfaccettatura del terremoto che ha sconvolto il Centro Italia. Occorre però darsi una mossa e guardarci negli occhi. Perché un terremoto del sesto grado della scala Richter ha provocato (cifra ancora provvisoria) 293 vittime?                               

Sgombriamo lo scenario da ciò che si sente dire in queste occasione; e cioè che di fronte ad un terremoto si può fare poco. Falso. Si poteva e si può fare molto di più.                                                                                                         

Balza agi occhi la notizia di questi giorni e cioè che la Procura di Rieti si sta attivando su 4 edifici simbolo del terremoto di Amatrice(e nel corso delle ore se ne aggiungeranno altri) per omicidio e disastro colposo. Li abbiamo visti tante volte in tv nell’ultima settimana: la scuola Capranica, l’Hotel Roma, l’ospedale Francesco Grifoni ad Amatrice, e il campanile della chiesa S.Francesco ad Accumoli. Non è accertato ancora se le parti per esempio della scuola Capranica cedute per il sisma siano le stesse oggetto delle ristrutturazioni del 2012. Cosa certa comunque è che la struttura è collassata.

Ed è qui , su questi edifici che si arrovella intorno a due tipologie di termini, che all’improvviso dopo ogni catastrofe (evitabile) tornano di moda: adeguamento e miglioramento sismico. Il tutto è condito da una teoria e pratica giuridica creata a tavolino per complicare l’intera materia.

Per adeguamento si intende l’esecuzione di quell’insieme di interventi in grado di conferire alla struttura una capacità resistente preventivamente definita adeguata dalla norma.                                                                 
Ma c’è un problema: grazie ad una classe politica storicamente miope (legislatori contemporanei compresi), e strettamente legata alla criminalità organizzata, quest’ultima che poi corre ad occuparsi delle varie ricostruzioni post-terremoto facendo leva sul colletto bianco di turno, si è scordata di inserire “l’obbligo” dell’azione di adeguamento sismico. Ciò significa che “adeguare” una struttura non è obbligatorio. Ed è così da sempre: vale sia per gli edifici pubblici (vedi la scuola Capranica) sia per quelli privati.                                              

E in paese come il nostro, dove i soldi scarseggiano perché non si ha il coraggio di andare a prenderli, ci sono pochi edifici pubblici che siano stati adeguati secondo norme antisismiche.

Poi c’è il miglioramento sismico, il quale è stato oggetto nel 2008 di una rivisitazione pesante: gli sono stati scorporati tutti quelli interventi locali che in passato ne erano parte integrante. Prima di questa modifica sia un intervento “organico” finalizzato ad aumentare la resistenza di un edificio portandolo a valori prossimo a quelli dell’adeguamento, sia la semplice sostituzione di un elemento (una trave), rientravano tutti negli interventi di “miglioramento”.                                      

Quindi la differenza che c’è tra un adeguamento e un miglioramento sta tutta nel livello di sicurezza che si ottiene realizzando l’intervento.

Ma è su questa differenza che la politica da 30 anni a questa parte (e cioè dal D.M del 24/1/1986 su “Norme tecniche relative alle costruzioni antisismiche”) gioca sulla vita delle persone. Sapere e far finta che sia tutto ok è un comportamento in puro stile mafioso. Ma ciò purtroppo riguarda anche noi cittadini. L’ambizione di disporre di case sicure al terremoto, non si rispecchia nelle azioni che ciascuno di noi pone in essere. Si finisce per autoconvincerci che l’edificio in cui si abita “non è poi così male” e siccome ci abitiamo da diverso tempo, per forza di cose deve essere buono.

Poi c’è il problema del personale qualificato. Il progettista spesso non dovrebbe piegarsi alle mode del momento, bensì dovrebbe cercare ad ogni costo di utilizzare le tecniche e i materiali che servono e non ripiegare su scelte più economiche. Tutto questo però viene ignorato.

Per non parlare poi del campo legale, in cui quando si dice che quel lavoro è fatto “a norma di legge” posiamo anche dormire tranquilli. Nel campo tecnico ci si dichiara con facilità esperti del “tutto” per timore di perdere il cliente ( mentre la politica si affida all’esperto che magari ha interessi economici ad esserci per interposta persona) e così oggi è raro che qualcuno si affidi ad uno specialista vero.                                                 

Accade questo perché spesso i tecnici formani la loro esperienza (e quindi la loro conoscenza) su ciò che si s studia nelle università: cioè teoria. “E’ a norma di legge”. Se lo dice la teoria siamo tutti a cavallo.

Occorre un percorso di aggiornamento continui e serve che tutta la politica(amministrazioni locali in primis) faccia una volta per tutte politiche serie di prevenzione (quindi Adeguamento e Miglioramento sismico) In ballo c’è la vita delle persone, perciò prima di chiedere soldi all’Europa e sforare il folle patto di stabilità (scelta legittima e doverosa) occorre riformare il nostro sistema normativo in tema di sicurezza antisismica. Perché una cosa è certa: il terremoto del 24 agosto è solo il penultimo di altri eventi che geologi e scienziati già prevedono per il futuro.

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