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w la mafia no statodi Ernesto Oliva
Celebrazioni per le vittime di Cosa Nostra e disattenzioni nella città capace di esibire per giorni scritte a favore della mafia

Si è tornato recentemente a parlare di antimafia e di coscienza civile a Palermo in occasione dell'anniversario della strage di Capaci o della morte di Pina Maisano, la vedova dell'imprenditore Libero Grassi.
Politici e amministratori retoricamente celebrano e ricordano, le scolaresche diligentemente partecipano, i giornalisti puntualmente intervistano, rievocano e raccontano.
La città, al di là dell'involucro esterno rappresentato dall'appariscenza dell'evento, assiste a queste esercitazioni dell'antimafia con un atteggiamento di indifferenza e stanchezza: i morti, anche se eroi e martiri di mafia, rimangono morti; e come recita un detto siciliano, bisogna semmai pensare ai vivi.

Così, anche se qualcuno continua incrollabilmente a credere nella forza dell'esempio rappresentato da Giovanni Falcone e da Pina Maisano Grassi, Palermo è sempre pronta a ricordare la natura dei suoi mali.
Qualcosa o qualcuno riescono cioè sempre a sbattere sulla faccia di chi celebra, partecipa, rievoca o racconta, l'identità mafiosa di fondo di un numero non indifferente di palermitani.
Quel qualcosa o quel qualcuno hanno da qualche giorno l'aspetto di alcune scritte murarie - almeno quattro - apparse lungo viale Regione Sicilia Sud Est, nella borgata di Tommaso Natale.
Nessuno - fra quanti potrebbero avere il buon senso ed il compito di segnalarne la presenza per farle cancellare ( una pattuglia dei vigili urbani o della polizia o dei carabinieri, o un qualsiasi palermitano )  - si è apparentemente accorto di quelle scritte, che pure devono essere state già lette da migliaia di automobilisti.

Vogliamo solo sperare che chi le abbia tracciate lungo un tratto di strada lungo qualche chilometro sia stato mosso da un equivocabile spirito di provocazione; ci sembra però una speranza infondata.
L'indifferenza uccide, recita proprio la retorica delle celebrazioni antimafia; e ci sembra che l'indisturbata esibizione di quelle frasi sia il segno dell'avvilente disattenzione che il fenomeno mafia ha a Palermo, malgrado anni di manifestazioni e rievocazioni delle sue vittime e di uomini e donne che vi hanno lottato contro.

Tratto da: reportagesicilia.blogspot.it

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