Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

5L'iniziativa della ''Città invisibile'': oltre 4mila visualizzazioni per i nomi delle vittime di mafia
di Salvatore Loria
In soli 3 giorni l’immagine della “Scala della legalità”, una scala ubicata nella nuovissima sede della Fondazione La città invisibile a Catania, in cui sono dipinti i nomi di alcune vittime di mafia, ha raggiunto 4425 visualizzazioni. Abbiamo chiesto alla presidente della Città invisibile, dottoressa Alfia Milazzo, qual è lo scopo della Scala?

Come si sa, la missione della nostra “Scuola di vita e orchestra Falcone Borsellino” è quella di sostenere i minori a rischio con il nutrimento della cultura e della condivisione delle regole. I minori a rischio vengono inseriti e coinvolti in attività di formazione musicale orchestrale impostata principalmente sulla pratica, che tende ad esaltare la partecipazione emotiva legata al piacere di suonare insieme. Il metodo Abreu, che abbiamo adottato fedelmente attraverso i maestri del Sistema, permette di svolgere lezioni di gruppo. Le nostre lezioni sono gratuite e sono sempre precedute da momenti di life coach motivazionale alla legalità. La “Scala della legalità” è stata concepita per dare un duplice insegnamento ai bambini che frequentano il nostro nuovo “Centro Permanente di Cultura, Musica e Legalità” di Catania: da un lato quello di cogliere il senso di ciò che i bambini apprendono nella scuola, ovvero un metodo di vita e di pensiero che si “percorre” idealmente attraverso l’esempio di grandi uomini e donne che hanno detto “no” alla mafia e si sono battuti per affermare la legalità, sacrificando la propria vita; dall’altro la scala è una modalità semplice ed efficacissima per memorizzare e ricordare quei nomi, cosa che vale anche per i genitori e tutti coloro che visitano il nostro Centro.

Come spiega questo successo evidenziato da tante visualizzazioni?
Un successo inaspettato, lo confesso. In realtà credo si tratti di una conferma importante: c’è una fetta consistente di società italiana che  non vuole dimenticare questi nomi e anzi vorrebbe che se ne esaltasse il ruolo civile, che si facesse luce sulle loro morti, in molti casi rimaste senza colpevoli e senza giustizia. Inoltre l’idea della scala assume il significato di ascesa metaforica ad un “piano” nobile in cui si svolge l’educazione dei bambini e dei giovani alla legalità, che è poi ciò che realmente accade nella nostra scuola. Buona parte della società vorrebbe che l’impegno etico e civile di queste figure impregnasse la nostra cultura nazionale e che non attirasse l’attenzione dei media solo nelle occasioni delle celebrazioni, ma soprattutto nella vita quotidiana.

Con quale criterio avete scelto i nomi da inserire nella Scala?
Le vittime accertate di mafia sono stimate in 1120 fino al 2015. Gli scalini della nostra struttura sono solamente 23. Idealmente avremmo voluto inserire tutti i loro nomi. Quindi la scelta non è stata affidata a un criterio di merito, che sarebbe stato assurdo e ingiusto. Allora abbiamo lasciato che fossero direttamente i bambini ad indicarci quei nomi che essi conoscevano meglio di altri. E sono stati proprio loro a suggerire quelle vittime delle quali avevano incontrato i parenti ed interiorizzato la storia. Ma purtroppo non siamo riusciti comunque ad inserirli tutti. Quindi abbiamo deciso di utilizzare anche gli spazi delle pareti per soddisfare il loro attaccamento a queste figure. Ci stiamo già lavorando.

Chi ha avuto l’idea della Scala e chi l’ha realizzata?
Il progetto è stato proposto dai docenti del corso di Legalità della nostra scuola. L’artista che ha dipinto le alzatine in legno con i nomi delle vittime è il maestro Salvatore Randazzo di Biancavilla. Il progetto si inserisce nel più ampio Piano artistico e architettonico “L’Arte è Vita” ideato da Marco Nereo Rotelli, che sta curando la valorizzazione artistica della sede, concessa gratuitamente alla Città invisibile dal Comune di Catania, in via Orfanelli 36.

La Scala è visitabile?
Certamente. Il nostro Centro è a disposizione di scolaresche e privati che volessero visitare il luogo. Chiediamo solo di contattarci per un appuntamento, scrivendo una email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy