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casablanca n41On line il nuovo numero di Casablanca
di Graziella Proto
Usciamo con grande ritardo e ce ne scusiamo. A volte inciampiamo in qualche problema.
Tante cose sono successe in questi mesi, alcune mi hanno colpito particolarmente.

A fine settembre è morto il compagno Pietro Ingrao. Giornalista comunista. Fondatore della sinistra italiana. Partigiano. Voce libera. Carattere sanguigno. Grande comunicatore. Nelle piazze durante i comizi le sue parole risuonavano come tuoni. Un politico concreto. Un poeta e un sognatore. Aver seguito e inseguito i suoi ideali per tanti ha significato sognare un mondo migliore. Grazie compagno Pietro.

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Ultimo episodio di femminicidio accaduto qualche settimana fa in Provincia di Catania. Nel comunicarne notizia le giornaliste del TG3 regionale raccontano minuziosamente fatti e particolari facendo bene attenzione a non pronunciare la parola “femminicidio”. Si continua a trattare il femminicidio come un normale, semplice, banale fatto di cronaca nera. Anche se non si dice, si racconta di una donna tosta che voleva lasciare il marito ancora innamorato perso… a tal punto che non può immaginarla lontana da lui.  
Quanta strada ancora da percorrere!

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“Questa creatura meravigliosa è… COSA NOSTRA”. Un manifesto di sei metri per tre attaccato al muro di un palazzo cittadino, in primo piano la foto di un bimbetto con la coppola su, in secondo piano, molto più piccole le foto degli ospiti che avrebbero allietato la serata, coreografi e cantanti neomelodici, personaggi della tv spazzatura e altro.
E accaduto in provincia di Catania, e il manifesto serviva per annunciare in stile Casamonica il battesimo di un bambino Antonio Felice Rapisarda figlio di Ciccio ‘ninfa’ presunto affiliato al clan Laudani.
Il funerale show del boss romano forse ha aperto un nuovo filone, il potere dell’immagine, dell’apparire, scardina alcuni parametri dell’occultato e come dice la presidente della commissione antimafia Rosy Bindi, “la sfrontata rivendicazione di appartenenza ha il sopravvento”.
Senza badare a spese. Compreso l’utilizzo del minore.
Ho un dubbio, questa “sfrontata rivendicazione di appartenenza” non dovremmo averla noi persone perbene? Gli antimafiosi? Tutti quelli che fanno salti mortali per portare avanti la famiglia. Tutti quelli che lavorano con onestà e serietà. Quelli che non fanno compromessi per il potere, quelli che vogliono sentire profumo di onestà, giustizia sociale, libertà…? Sicuramente saremmo in tanti.

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