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volpe enzodi Sara Scarafia
Il responsabile del centro Santa Shiara chiama in causa le famiglie del quartiere. Dopo gli attentati al pub: “Basta omertà”

Alle famiglie di Ballarò chiede un «sussulto di dignità» contro lo spaccio di droga che nel quartiere è in mano ai ragazzini. Don Enzo Volpe (in foto), responsabile del centro Santa Chiara che a Ballarò storicamente è un riferimento per i più giovani, lancia un accorato appello per «bonificare tutti gli angoli della borgata».

Don Enzo, negli ultimi giorni tre attentati contro un pub in amministrazione giudiziaria e un quartiere ostaggio dell’omertà. Qual è la sua valutazione?
«La violenza, la sopraffazione, l’intimidazione e l’arroganza, tipici di un sistema mafioso e delinquenziale, vanno denunciati e aborriti: il futuro dei nostri bambini e ragazzi non si costruisce voltandosi dall’altra parte, ma indicando alternative e consegnando esempi di coraggio e di onestà. Ritengo che la maggior parte degli abitanti del quartiere non si riconosca in questi gesti intimidatori e li giudichi sbagliati; ma c’è paura perché spesso si è soli ed è difficile convogliare energie positive di riscatto».

In giro si percepisce una forte rabbia contro i controlli delle forze dell’ordine.
«Le forze dell’ordine mettono in atto delle ordinanze che dovrebbero essere integrate in un progetto sociale e civico più ampio, in cui la cosiddetta “repressione” (parola che non esiste nel mio vocabolario) dovrebbe essere l’ultima ratio. Lo Stato deve sostenere un progetto di educazione civica che parte dall’osservanza delle regole basilari della convivenza civile. In questo senso immagino le istituzioni e anche le forze dell’ordine più vicine alla gente, che siano presenti fisicamente e con continuità sul territorio, come una importante agenzia educativa».

Come vivono le famiglie di Ballarò questa massiccia presenza di spacciatori?
«Nel quartiere esiste un certo mercato free and low cost della droga. I giovani che “si servono” sono di varie estrazioni sociali, spesso studenti, e sempre più ragazzini. Gli abitanti di Ballarò dovrebbero sapere che questo commercio indegno non darà futuro al quartiere e procura solo disperazione e false speranze. Tutti gli abitanti onesti e le famiglie buone del quartiere dovrebbero avere un sussulto di dignità e di orgoglio per poter mettersi insieme e bonificare tutti gli angoli e le piazze di una delle zone più caratteristiche e suggestive del Centro storico».

Don Enzo, come dovrebbe diventare il quartiere?
«Il sogno che abbiamo nel cuore è contribuire assieme alle associazioni e ai volontari, in rete, con azioni concrete, con segni visibili, non eclatanti ma ordinari, con il rinnovamento degli stili di vita, ritornando a parlare con le persone, così come fa il nostro parroco don Francesco, che incontra le persone fuori dalla chiesa, lì dove si trovano, nelle case. Faccio un appello a tutti coloro che non si danno per vinti, che credono nelle potenzialità dei giovani, che hanno a cuore una città più umana: mettiamoci insieme: noi sogniamo Ballarò come il motore di una rinascita sociale e civica che possa dare esempio a tutta la città».

Tratto da: La Repubblica - Palermo del 1° ottobre 2015

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