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01di AMDuemila - 28 febbraio 2015
Lo scorso 25 febbraio abbiamo pubblicato la lettera di Linda Grasso che ha suscitato l’immediata risposta della vedova di Antonio Montinaro, Tina Martinez.

Pubblichiamo di seguito le repliche di Brizio Montinaro, fratello dell’agente di scorta di Giovanni Falcone, unitamente a quella dei figli di Antonio Montinaro.




La replica di Brizio Montinaro
Il cimitero di Rotoli e la tomba di mio fratello hanno generato degli stati d’animo e l’indignazione di una “semplice cittadina” ritengo sia legittima, come per altri motivi l’indignazione di Tina Martinez.
Due soggetti indignati per lo stesso fine, conservare la memoria di Antonio. E allora perché tanta rabbia?
Il luogo è inaccessibile da anni e la colpa è solo del monte Pellegrino che scivola addosso al cimitero di Rotoli.
La memoria di Antonio dilaniato a 29 anni in quella terribile strage non è delegata ad una tomba senza fiori o ad un cenotafio costruito in sua memoria da mia madre a Calimera.
La memoria di Antonio ha bisogno di ben altro ora, adesso, ha bisogno di impegno concreto per la VERITA’ che attivi la speranza per maggiore giustizia.
Mia madre il 23 maggio 1992, di colpo, da semplicissima e lucida persona qual era viene “trasvalutata” in uno dei personaggi di una tragedia greca. Un traumatico salto nel V secolo a.c. quando nella civile Atene, nei suoi anfiteatri si sintetizzava rito sociale e religioso per il tramite della tragedia.
Mia madre era orgogliosamente analfabeta, il suo orgoglio derivava dall’avere generato ed educato 8 figli, non aveva avuto il tempo, anche se sollecitata da noi, ad apprendere a leggere e scrivere, lei di tragedie greche non sapeva nulla parlava solo quel greco arcaico che a Calimera nel Salento è la nostra antica lingua.
Lei di colpo ha vissuto il ruolo impostole dalla storia di madre inconsolabile.
Ha voluto da subito che si pensasse alla tomba di mio fratello ed io ho impiegato molti anni per progettarla e realizzarla, ma nel frattempo una semplice foto sulla stessa lapide di mio padre, venuto a mancare un anno prima di Antonio nel 1991, lo ricordava.
Mia madre aveva chiesto più volte alla moglie la salma da “portare a casa”, a Calimera, non le è stato mai concesso, perché?
Come Priamo padre di Ettore ai piedi di Achille chiedeva la restituzione della salma del figlio, così mia madre chiedeva a Tina i poveri brandelli di Antonio, poi negli ultimi anni della sua vita non chiese più nulla. A dire il vero non vide mai ultimato quel cenotafio dove ora riposa accanto alla salma di papà.
Tina Martinez ha contezza di quanto danno ha generato nei nostri rapporti familiari innescando una caleidoscopica tragedia nella tragedia e di cui molte verità celate avrebbero bisogno di numerose pagine di trattazione.
Io e le mie sorelle, ad esclusione di Matilde, siamo disgustati da più di 20 anni dai comportamenti di Tina Martinez.
Il nostro errore? Il mio errore? Non averlo comunicato con chiarezza per pietà di figlio verso la madre in tutti questi anni, ma ora lei non c’è più, è venuta a mancare nel 2011.
Nostra madre ci teneva particolarmente ai due figli di Antonio, Gaetano e Giovanni.
Dal 2008 ho deciso di non tacere più e quando mi si chiede di loro e quali sono i nostri rapporti dico la verità. Non abbiamo più rapporti da molti anni pur avendoli cercati infinite volte e ciò ci arreca intenso dolore.
Tina Martinez, come Achille, avrebbe dovuto avere pietà per una madre che pochi mesi dopo la strage e l’anno successivo accompagnata dalle mie sorelle andò in quel cimitero a trovare le povere spoglie di un figlio e chiese come spesso faceva la salma trucidata. Tina Martinez non solo non ospitò nella sua casa mia madre e la sorella che la accompagnava ma offese quella pietà di madre parlando vigliaccamente malissimo di Antonio, il loro rapporto evidentemente negli ultimi tempi prima di morire non era dei migliori, può succedere, ma non aver pietà di madre era troppo e a quel troppo si ribellò mia sorella pregandola di tacere.
Subito dopo e per molti anni, Tina Martinez è stata “protagonista” nella girandola dei media con tanto falso sentire nei confronti di Antonio.
“Ipocrites”, erano denominati gli attori nell’antica Grecia. Il significato di quel termine ora è altro, scelga Tina Martinez quale dei due vuole attribuirsi.
Brizio Montinaro


La replica di Gaetano e Giovanni Montinaro
Non riteniamo opportuno, né rispettoso della memoria di nostro Padre, fornire risposta alcuna, nel merito,  alla lettera che Lei, sig. Direttore, ha girato a nostra madre, per esercitare il diritto di replica.
Chi scrive quella lettera pare voglia dimenticare che, nel momento in cui siamo rimasti soli e orfani, non lo abbiamo conosciuto come zio premuroso. Pare voglia ignorare che noi figli siamo vivi e non interdetti e non consentiremo a nessuno di rivendicare le spoglie (il termine "brandelli" non ci piace e lo lasciamo a chi ha piacere di usarlo) di nostro Padre.
La Verità,  sig. Direttore, in una rappresentazione ben diversa da quella che è contenuta nella lettera che Lei ha girato, non può essere, a nostro parere, oggetto di articoli di stampa.
La ringraziamo, comunque, per l'opportunità concessa e consentiamo la pubblicazione di queste brevi osservazioni al fine di dare contezza del fatto che il messaggio da Lei inoltrato ci è pervenuto
Gaetano e Giovanni Montinaro

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