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borsellino-salvatore-web13di Salvatore Borsellino - 26 gennaio 2014
Ho partecipato ieri presso la Gallery Art 77 (Milano, corso di Porta Ticinese 77) - dove è in corso, e si concluderà oggi, una personale dell’artista Jerry Bogani dal suggestivo titolo BARCHETT IN DE LA NÈBIA - ad un incontro di memoria, dove sono risuonate, ancora una volta e sempre con più forza, le parole di Pio La Torre, di Carlo Alberto Dalla Chiesa, di Giovanni Falcone, di Rita Atria, di Rosario Livatino, di Lea Garofalo, di Paolo Borsellino, Di Giorgio Ambrosoli, di Antonino Caponnetto, di Giuseppe Fava, di Peppino Impastato. Adoperando soltanto della semplice carta e dei fili di nylon Jerry riesce a fare delle opere piene di poesia, di amore, di protesta, di impegno civile civile, di memoria.
Alla fine dell’incontro Jerry ha voluto donare al Movimento delle Agende Rosse l’opera di cui vi mostro la foto, delle fragili, all’apparenza, ma indomite barchette di carta colorata, ognuna delle quali porta sulla sua fiancata una o più parole di una bellissima poesia di Jacques Brel, “Conosco delle barche”.

A quest’opera d’arte e di poesia riserverò un posto speciale in un mio sogno che, a piccoli passi, sto realizzando in via Vetriera, a Palermo, nel quartiere della Kalsa, dove Paolo e Giovanni sono nati ed hanno vissuto i loro primi anni. Nascerà nella vecchia farmacia della mia famiglia e in un locale vicino, che sto cercando di acquisire, e si chiamerà “La Casa di Paolo”. Non sarà però una casa della memoria, di ricordi passati, di foto, di cimeli, di libri. Sarà una casa viva dove, insieme con l’ Associazione con lo stesso nome che sta per nascere e di cui faremo parte io, Fiammetta, la figlia più piccola di Paolo, Roberta, figlia di Adele, la nostra sorella maggiore morta due anni fa, e mia sorella Rita, nasceranno delle iniziative volte a sottrarre i ragazzi delle famiglie più disagiate che vivono nel quartiere a quello che potrebbe essere il loro destino di reclute della criminalità organizzata, della mafia.
La prima iniziativa che ho in mente è quella di una scuola di musica secondo il metodo di insegnamento del maestro venezuelano Josè Antonio Abreu, volto ad utilizzare la musica come via primaria per la promozione sociale ed intellettuale. Tramite questo metodo, denominato “El Sistema” e grazie ai tanti maestri di musica che in Venezuela lo hanno adottato, Abreu è riuscito a sottrarre alla strada e al loro destino decine di migliaia di “niños de rua”, ragazzi abbandonati dai genitori o che hanno avuto i genitori uccisi e che vivono letteralmente nella strada. Di queste scuole ne esistono già due in Sicilia, a Catania e a Siracusa e i ragazzi di questa “Orchestra sinfonica infantile Falcone e Borsellino” già da due anni vengono il 19 luglio a suonare in via D’Amelio guidate dalla loro animatrice, Alfia Milazzo, presidente della Fondazione “La Città invisibile”, che mi ha promesso, e ne avrò bisogno, di aiutarmi a realizzare questo mio sogno. Farò tornare Paolo in via Vetriera, la strada dove Paolo è nato ed ha vissuto fino ai suoi 17 anni, lo riporterò in mezzo ai quei giovanili ai quali scritto la sua ultima lettera e che erano la sua speranza.
Per farlo avrò però bisogno di tutti voi, e io so che ci sarete.

Tratto da: 19luglio1992.com



Salvatore Borsellino al reading antimafia "GLI EROI NON MUOIONO MAI"
organizzato
nell'ambito della mostra "Barchett in de la nèbia" (25-01-14)




L'opera di Jerry Bogani donata al Movimento delle Agende Rosse



CONOSCO DELLE BARCHE

Conosco delle barche
che restano nel porto per paura
che le correnti le trascinino via con troppa violenza.

Conosco delle barche che arrugginiscono in porto
per non aver mai rischiato una vela fuori.

Conosco delle barche che si dimenticano di partire
hanno paura del mare a furia di invecchiare
e le onde non le hanno mai portate altrove,
il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.

Conosco delle barche talmente incatenate
che hanno disimparato come liberarsi.

Conosco delle barche che restano ad ondeggiare
per essere veramente sicure di non capovolgersi.

Conosco delle barche che vanno in gruppo
ad affrontare il vento forte al di là della paura.

Conosco delle barche che si graffiano un po'
sulle rotte dell'oceano ove le porta il loro gioco.

Conosco delle barche
che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora,
ogni giorno della loro vita
e che non hanno paura a volte di lanciarsi
fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.

Conosco delle barche
che tornano in porto lacerate dappertutto,
ma più coraggiose e più forti.

Conosco delle barche straboccanti di sole
perché hanno condiviso anni meravigliosi.

Conosco delle barche
che tornano sempre quando hanno navigato.
Fino al loro ultimo giorno,
e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti
perché hanno un cuore a misura di oceano.

Jacques Brel
  

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