Non fu solo un giornale. Lì nacque la resistenza contro una tirannia fatta di piombo, denaro e sangue
de I Siciliani - 30 dicembre 2013
“In piazza contro la mafia al fianco di Giuseppe Fava”
Il 5 gennaio i siciliani onesti saranno in piazza a Catania per ricordare un uomo che ha avuto il coraggio della verità e per dire a tutti che la battaglia di Giuseppe Fava continuerà finché la Sicilia non sarà libera dalla mafia.
Nel momento in cui sempre più decisivo si fa lo scontro e sempre più vicina appare la possibilità di colpire non solo gli esecutori, ma le menti politiche e finanziarie – a Palermo come a Catania – della piramide mafiosa, bisogna che la Sicilia di Giuseppe Fava e di tutti gli altri combattenti antimafiosi getti in campo tutta la propria forza, che oggi può essere decisiva.
Bisogna ridare ai cittadini di Catania e di tutta la Sicilia la certezza dei propri diritti, la possibilità di partecipare alle scelte essenziali per il proprio destino, la capacità di progredire verso la soddisfazione dei bisogni fondamentali dei lavoratori, delle donne, dei giovani, di tutti coloro che oggi vogliono realizzare una convivenza sociale pacifica e rispettosa della democrazia politica. Tutte queste esigenze sono oggi profondamente mortificate da un blocco di potere politico-economico, espressione dei grandi gruppi finanziari, de settori dell’apparato statale e del sistema politico dominante, che per connivenze, compiacenze e insipienze si pone come il principale nemico delle giuste aspirazioni del popolo siciliano.
In questo spirito, facciamo appello a tutti i cittadini onesti senza distinzione di parte e a tutte le organizzazioni democratiche e antimafiose, affinché dimostrino con la loro presenza a Catania il 5 gennaio che la lotta di Giuseppe Fava è anche la loro lotta.
L’Associazione “I Siciliani”
(Volantino, dicembre 1984)
“Militarmente occupata”
Per noi è molto importante che in una giornata come questa, al di là di tutte le divisioni che ci possono essere e che noi speriamo vengano superate al più presto, la Sicilia onesta sappia ritrovarsi insieme, unita e compatta, per lottare contro la mafia. La mafia non è fatta solo da quelli che sparano, dai killers mafiosi, ma anche e soprattutto dai boss mafiosi, dai politici mafiosi e dagli imprenditori mafiosi. Anche qui a Catania, anche se certa stampa, qui, non ha il coraggio di parlarne.
Il nostro direttore questo coraggio ce l’ha avuto. Per questo l’hanno ucciso. Ma il nostro giornale, I Siciliani, vive e continuerà a vivere e continuerà a lottare, senza fermarsi, contro tutti costoro. Noi non ci tireremo indietro! E noi non chiederemo certo aiuto, come non lo abbiamo fatto in passato, ai vari cavalieri, ai pezzi grossi, ai potenti. Noi fideremo solo ed esclusivamente nell’aiuto e nella solidarietà concreta dei siciliani onesti, e dei lavoratori in primo luogo. E questo aiuto e questa solidarietà verremo fiduciosamente a chiedervi di qui a qualche settimana.
Al Nord alcuni giornali, quelli stessi che gridano al lupo appena vedono operai, quelli stessi che non esitano a mettersi d’accordo coi Ciancio e coi Rendo, dicono, in sostanza, che noi siciliani siamo tutti mafiosi. Certo, qualcuno di più, qualcuno di meno; ma secondo loro, alla fine, è tutta la Sicilia che è mafiosa.
Questo non è vero, questa è una menzogna. La Sicilia non è mafiosa. La Sicilia è una terra militarmente occupata dalla mafia; come una volta c’erano i tedeschi, ora ci sono i mafiosi. Ma la grandissima maggioranza dei siciliani è nemica della mafia, è nemica dei politici mafiosi, e nemica degli imprenditori mafiosi e di tutti i loro collaborazionisti e servitori.
Anche qui a Catania, la Sicilia antimafiosa si va organizzando. In questi ultimi mesi ci sono state molte iniziative spontanee di studenti, di operai, di intellettuali, di donne. Tanta gente ha preso coscienza della situazione; e alcuni hanno già cominciato a muoversi; ma ognuno nel suo settore, ognuno per conto suo, separatamente.
Noi, redazione dei Siciliani, pensiamo che è il momento di cominciare a muoverci tutti insieme, di organizzarci. Una buona idea sarebbe quella di formare un movimento popolare che abbia come punto di riferimento il nostro giornale, e che potremmo chiamare, per esempio, Associazione Amici dei Siciliani. Un’organizzazione aperta, senza etichette e bandiere; un’organizzazione di cui possano far parte veramente tutti coloro, da qualunque parte provengano, che vogliono fare qualche cosa, nelle fabbriche, nelle scuole, nei quartieri; e, in primo luogo, i lavoratori e i loro rappresentanti. Un’organizzazione viva, forte e combattiva, che possa cominciare ad essere, oggi a Catania quello che in altri tempi e in altri luoghi, ma sempre contro una barbarie come questa, erano i Comitati di liberazione.
Non contro i tedeschi, questa volta, ma contro l’occupante mafioso, contro i boss mafiosi, contro i politici mafiosi, contro gli imprenditori mafiosi, contro tutti coloro che stanno ammazzando Catania e la Sicilia. Oggi come allora, resistenza: per cacciare la mafia, per liberare la città.
I Siciliani
(Comizio di strada, febbraio 1984)
“Gli studenti di Catania”
QUI È STATO UCCISO
GIUSEPPE FAVA
LA MAFIA HA COLPITO CHI CON CORAGGIO
L’HA COMBATTUTA, NE HA DENUNCIATO LE
CONNIVENZE COL POTERE POLITICO ED
ECONOMICO, SI È BATTUTO CONTRO
L’INSTALLAZIONE DEI MISSILI IN SICILIA
GLI STUDENTI DI CATANIA
Lapide affissa il 5 gennaio 1985
Tratto da: isiciliani.it
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