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giordano-pippo-scuolada forli24ore.it - 23 dicembre 2013
Riceviamo e pubblichiamo una riflessione di Pippo Giordano, poliziotto antimafia in pensione, sulla questione delle slot machines e delle polemiche che hanno accompagnato, in questi giorni, la norma che puniva i comuni virtuosi. Pippo Giordano fa, da anni, informazione e divulgazione sulla criminalità organizzata nelle scuole forlivesi e ha partecipato alla recente iniziativa denominata “Slot Mob”.

L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sulle Slot Machines. Stavano per cambiare, in un batter d'ali, l'articolo 1 della nostra Costituzione, ossia “L'Italia è una Repubblica democratica...fondata sul gioco d'azzardo”.

I signori politici quando vogliono riescono a stupirci, tentando di regalarci il regalo di fine anno. Il partito di Renzi, ovvero il Partito Democratico, col Nuovo Centro Destra e Scelta Civica, con l'intento di racimolare soldi, hanno votato un emendamento che consente al governo di ridurre i trasferimenti alle Regioni e agli enti locali che emanano norme restrittive contro il gioco d’azzardo. Mi spiace non averlo saputo in tempo, altrimenti avrei suggerito di inserire nell'emendamento il seguente comma: “accanto agli esercizi pubblici che utilizzano slot machines, videolottery, possono trovare residenza i negozi di Compro-oro . Per i titolari di suddetti esercizi commerciali, sono previsti sgravi fiscali, sulla base degli introiti derivanti dalla prefatta attività”.

A parte il taglio goliardico del mio assunto, ma c'è veramente da piangere se uno Stato autorizza, sotto forma di gioco, il dissanguamento dei propri cittadini. Pensare di risolvere i problemi economici di un Paese, adottando obbrobri provvedimenti, appare, oltre che assurdo, miserevole e distruttivo. Chi scrive non gioca, ma ha vissuto il dramma di centinaia e centinaia di famiglie che a causa del gioco d'azzardo hanno perso dignità e patrimonio. Non parlo de relato. Sono testimone di mogli piangenti, spaventate e sole che venivano a raccontarmi i propri drammi. Quasi sempre con le lacrime denunciavano i propri mariti che da perfetti e meritevoli padri, divenivano accaniti giocatori, dilapidando denari, affetti e rapinando persino i sogni dei propri figli. Ed io, col codice penale in mano, tentavo di dare una risposta: non potevo come poliziotto e come uomo padre di tre figli, rimanere freddo e sordo alle richieste d'aiuto e quindi intervenivo. E capite bene che quando poi leggo i provvedimenti dei signori politici, l'adrenalina sale a dismisura.

Un altro aspetto terrificante del gioco d'azzardo, sono le implicazioni della criminalità organizzata. Da illo tempore, il gioco d'azzardo è uno dei cospicui introiti della criminalità. Lo Stato lo sa bene e, quindi, per favore che non facciano gli gnorri. Certo, il gioco d'azzardo ha subito, in questi ultimi anni, un notevole mutamento, avvalendosi degli strumenti tecnologici che, di per sé, non sarebbero il male del mondo. Il vero dramma sono due fenomeni che ne ampliano la portata disdicevole. Il primo è che l'uso sfrenato delle slot muta la personalità del giocatore, sino a farlo diventare succube delle macchinette e, quindi, ghettizzandolo nel mondo dei giocatori compulsivi.

Il secondo è che, spesso, le macchinette sono totalmente controllate dalla criminalità organizzata. Del resto, basta leggere le cronache sul business della Camorra, 'Ndrangheta, Sacra Corona Unita e Cosa nostra. Ma un altro aspetto preoccupante è che, sovente, minori si avvicinano al gioco d'azzardo, utilizzando proprio le slot machines, col beneplacito dei gestori che nulla fanno per impedirne l'uso. Insomma, il nostro è davvero un Paese masochista che non vuole educare i propri figli al rispetto della Legalità e far capire ai ragazzi che, percorrendo sentieri tortuosi, si possono raggiungere mete favolose: le scorciatoie delle slot machines, invero, conducono alla morte sociale.

Pippo Giordano

Tratto da: forli24ore.it

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