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scaglione-antonio-bigdi Antonio Scaglione - 20 luglio 2013
Ci incontriamo, ancora una volta, nell’atrio di questa Facoltà giuridica per iniziativa della Rivista Antimafia duemila e delle Associazioni Falcone-Borsellino e delle Agende rosse nel ventunesimo anniversario della strage di via D’Amelio, uniti sia da un comune e commosso ricordo del compianto Paolo Borsellino e dei coraggiosi agenti della sua scorta, sia dalla ormai matura consapevolezza dell’essenzialità della lotta alle mafie, per l’affermazione della legalità, della giustizia e della solidarietà.  

Tutte le vittime del dovere e della mafia formano una linea rossa di sangue che non ha riscontro in nessuno Stato del mondo occidentale e per nessuna altra forma di criminalità organizzata.
Riaffermare l’esecrazione per queste efferate stragi e omicidi e rinnovarne la memoria significa ribadire i valori fondanti di democrazia e di libertà, solennemente proclamati dalla nostra Costituzione.
Memoria, verità e giustizia -come ho affermato lo scorso anno -   sono intrinsecamente collegate e costituiscono l’obiettivo da raggiungere, tutti uniti, per potere realizzare una vera democrazia.
Infatti – come affermò Paolo Borsellino, la sera del 23 giugno 1992 e in una successiva intervista a venti giorni dalla sua morte- con riferimento ai caduti nella strage di Capaci, essi “sono morti per tutti noi, per gli ingiusti, abbiamo un grande debito verso di loro e dobbiamo pagarlo gioiosamente, continuando la loro opera…”,“senza lasciarci condizionare dalla certezza che tutto questo può costarci caro”.  
Questi convegni annuali, oltre alla doverosa memoria servono anche per fare il punto sulla situazione giudiziaria di repressione delle mafie e sullo stato della legislazione antimafia.
Sotto il primo profilo, nonostante la grave carenza di risorse materiali e umane, gli uffici del pubblico ministero e gli organi di polizia giudiziaria hanno proseguito intensamente e con spirito di sacrificio nell’attività di repressione delle mafie soprattutto mediante una costante e capillare attività d’indagine, anche patrimoniale, e di ricerca dei latitanti.
Questa attività ha sempre ricevuto il concreto supporto e la solidarietà, specialmente a Palermo, delle associazioni antimafia e delle organizzazioni studentesche, come è testimoniato dai numerosissimi giovani oggi presenti, che ringraziamo vivamente.conferenza-180713
La nostra  legislazione antimafia, nata come emergenziale e costata tanto dolore e sangue dalla strage di Ciaculli del 1963 ai nostri giorni, è ormai stabilizzata efficacemente nel nostro ordinamento giuridico e deve essere difesa da ogni tentativo, palese o occulto, di rimuoverla o comunque di depotenziarla.
Così come, in questo particolare e travagliato momento storico, dobbiamo pure vigilare e difendere la nostra Carta costituzionale, soprattutto laddove - proclamando l’autonomia e la indipendenza della magistratura dagli altri poteri dello Stato, il principio di obbligatorietà dell’azione penale e la dipendenza funzionale della polizia giudiziaria dal pubblico ministero – costituisce il presupposto indefettibile sia per l’attuazione del principio di eguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge (art. 3 della stessa Costituzione), sia per la tutela dei diritti inviolabili dell’uomo (di cui all’art. 2), sia, infine, perché il processo penale possa raggiungere le sue finalità che sono l’accertamento dei fatti di reato e delle eventuali responsabilità.    
Le Costituzioni – scriveva il giurista Piero Calamandrei nei lontani anni cinquanta - <<vivono finché le alimenta dal di dentro la forza politica: se in qualche parte ristagna questa circolazione vitale, gli istituti costituzionali rimangono formule inerti, come avviene nei tessuti del corpo umano, dove se il sangue cessa di affluire, si produce quella mortale inerzia che i patologi chiamano infarto>>.
Ed ancora - come affermava sempre Calamandrei nel corso di una conferenza agli studenti universitari di Pisa ancora di palpitante attualità - soltanto quando si darà lavoro a tutti, si darà una giusta retribuzione a tutti, si darà una scuola a tutti, si darà a tutte le persone la dignità di uomo, si tutelerà il diritto alla salute e si affermeranno, soprattutto, i valori di libertà e di giustizia, si potrà finalmente dire che le formule astratte contenute nella Costituzione si tradurranno  finalmente in <<realtà>>.
Ho sicuramente superato i tempi assegnati a un indirizzo di saluto e vi ringrazio per la vostra cortese attenzione.

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