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giordano-borsellinodi Pippo Giordano - 23 aprile 2013
Solitamente quando decido di andare a vedere un film prima di entrare nella sala cinematografica pago il biglietto, poi, alla fine, nel mio intimo stabilisco il grado di compiacimento per l'opera appena vista. Ma, nella sala/teatro italica dove ogni giorno si esibiscono pupi, pupari e affini, vedo salire di giorno in giorno il tasso di imbecillità di questi pseudo politici che con opera certosina, usano il deretano del Popolo, senza alcun accorgimento lubrificante. E il dramma è che costoro vanno in scena con tale prosopopea, auto-convincendosi di far gli interessi del Popolo, quando in realtà, sanno bene che il compendio altro non è che il meschino coacervo degli interessi personali.

E in più, il Popolo provato dalle deflorazioni tergali, paga un canone televisivo per assistere alla propria fine. Mi giunge voce che hanno eletto un nuovo presidente della Repubblica e che questi provenga dal mondo giurassico, dove telefonisti, condannati per mafia e no, imputati di mafia scelti per disquisire al Parlamento europeo, truffatori, ladri di professione, sono i teatranti in premessa. No! Non mi interessano, queste persone non m'appartengono. Perchè sto con Salvatore Borsellino? Semplice! Egli rappresenta senza se e senza ma l'icona della persona per bene: l'immagine dell'Italia onesta, sincera. lavoratrice. Insomma è la persona alla quale affiderei tutti i miei segreti, talchè è grande la stima e la fiducia che ripongo verso di lui. Può darsi che nel profondo del mio animo siano latenti ricordi belli e drammatici allo stesso tempo che mi legano a Salvatore, dovuti al rapporto pregresso col fratello, il Giudice Paolo Borsellino. Ma al di là di tutto questo sto con Salvatore per dimostragli vicinanza e condivisione per il sopruso che sembra essere stato perpetrato in suo danno. Il riferimento è alla distruzione delle arcinote quattro telefonate intercorse tra Napolitano e Mancino. Di certo nessuno, tranne ovviamente coloro che le hanno ascoltate, potrà mai conoscere i dettagli delle conversazioni. E allora mi viene da chiedere al presidente Napolitano: “ una volta riconosciuto dalla Consulta che le conversazione non potevano essere intercettate e quindi il principio era salvo, perchè se erano “normali” non renderle pubbliche? Il punto sta proprio qui presidente Napolitano e deve convenire che il dubbio è sacrosanto. Ed io capisco il dramma di Salvatore Borsellino, ma non solo il suo,  giacché il tarlo si è incuneato nel suo cervello, facendogli supporre che il tenore delle telefonate di che trattasi, potevano essere collegate e riferite proprio alle trattative tra Stato-mafia in ordine all'uccisione di suo fratello Paolo. Perchè, proprio dalla sua veste di garante della Giustizia, non si immedesimava in Salvatore Borsellino? Comunque, caro presidente Giorgio Napolitano, sto scrivendo una nota a mo di favola proprio sulla storia delle telefonate distrutte e conto di lasciarla in eredità alle mie nipotine. Nel fare il resoconto, scriverò la storia di una verità negata; scriverò evidenziando il comportamento di Uomini assassinati dalla mafia per la loro dedizione allo Stato e per la Giustizia. E scriverò di altri che.invece, la parola Giustizia rappresentava un'astrusa parola. Nel lasciare loro il testamento, annoterò il consiglio di tramandare il mio assunto, affinché altre generazioni conoscano come è stata amministrata la Legalità nel nostro Paese: Legalità con forte tinte oscure.

In foto: Pippo Giordano e Salvatore Borsellino

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