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borsellino-sal-agenda-webdi Salvatore Borsellino - 22 dicembre 2012
Prendo la mia agenda rossa senza la quale mi sentirei veramente nudo. Soprattutto in questa piazza che per me ha un significato particolare perché in questa piazza, io ho cominciato nel 2009 a parlare dopo tanti anni di silenzio, ho cominciato a parlare e da allora è cominciata la nostra lotta. Allora non avevo ancora l’Agenda Rossa in mano.

A poco a poco è venuto… sono venuti tanti altri incontri in tutte le parti d’Italia e tanti giovani e meno giovani hanno cominciato ad alzare la loro Agenda Rossa. A poco a poco è nato questo Movimento che in qualche maniera oggi fa paura a qualcuno se è vero che questa manifestazione di cui abbiamo dato comunicazione a tutta la stampa, a tutti gli organi d’informazione è stata coperta da un completo silenzio, neanche giornali come Repubblica hanno pubblicato qualcosa, e nessuno ha pubblicato neanche un trafiletto. Ci si è messa anche la pioggia, ma a noi non importa, noi lotteremo anche contro la pioggia. Oggi è una giornata per me bellissima, ed è bellissima soprattutto perché oggi come a piazza Farnese quattro anni fa sono insieme con Sonia Alfano con la quale abbiamo insieme combattuto tante lotte, sono insieme con Benny Calasanzio… e abbiamo cominciato insieme tante cose, quindi oggi per me è quasi una giornata anche di festa, anche di festa soprattutto perché rivedo tanti amici tanti compagni di lotta. Ma soprattutto e scusate se in qualche maniera io faccio qualche cosa di nepotistico, non posso non essere felice che oggi qui insieme a me ci sia anche mia figlia Stella e Massimiliano suo marito, e sono felice di averli oggi qui insieme a me.
Quello che può essere oggi ve lo voglio leggere attraverso quello che significa per me oggi… ve lo voglio leggere attraverso un sms che stamattina ho trovato sul mio telefonino, perché esattamente esprime il senso di questa giornata. E’ di un ragazzo che ho conosciuto da poco, si chiama Marco ed è di Pesaro, e mi ha scritto:
“Caro Salvatore, allora ci si vede domani, è un peccato essere felice solo a metà nel rivedere una persona cara. Perché il rivedersi è legato ad eventi tragici. Il nostro conoscerci e dovuto a tragedie avvenute non solo nel 92 ma che si perpetuano ogni giorno con la volontà di affossare di alcuni, di non ricordare di altri, o di volere a tutti i costi fare dimenticare. Domani saremo là, chissà con quanta speranza, felici a metà ma incazzati per intero.” Io credo che le parole di Marco rendano esattamente questo essere noi qui oggi.

Noi oggi siamo, siamo felici perché ci ritroviamo ancora una volta tanti, insieme come in tante battaglie che abbiamo combattuto a Palermo e non solo, in tante città d’Italia. Siamo incazzati per intero.
Siamo incazzati per intero perché siamo qui per due motivi, per sostenere i magistrati di Palermo, che finalmente stanno portando alla luce quella congiura del silenzio che per vent’anni è pesata su questo paese e siamo qui incazzati perché a fronte di questa ricerca delle verità di questi magistrati, mentre noi ci saremmo aspettati dalla più alta istituzione dello stato che venisse spianata la strada per la verità, la strada della giustizia. Invece inaspettatamente è arrivato proprio dalla più alta istituzione della Repubblica quasi un macigno sulla strada della verità, perché questo significa quel conflitto di attribuzioni che è stato sollevato dal Presidente della Repubblica. Il presidente della Repubblica avrebbe dovuto essere stato intercettato mentre telefonava ai magistrati di Palermo per dire andate avanti sulla strada della verità, spianate la strada alla verità, togliete dalla nostra coscienza questo peccato originale che pesa su questa seconda Repubblica. E invece è stato intercettato mentre, mentre che cosa? Mentre non sappiamo che cosa, perché ci hanno detto che queste intercettazioni non sono penalmente rilevanti. Però innanzitutto perché è stato sollevato questo conflitto di attribuzione quando in altre due occasioni il Presidente della Repubblica è stato intercettato non era stata sollevata nessuna obiezione. Io posso capire, che non ci sono come hanno detto i magistrati di Palermo sicuramente cose penalmente rilevanti in quelle intercettazioni, allora perché questo panico, perché quest’ansia di volere, di evitare che queste intercettazioni vengano alla luce. Che cosa contengono queste intercettazioni? Forse dei giudizi sui magistrati di Palermo, forse dei giudizi su certi parenti di vittime che si agitano in maniera troppo, tanto da essere giudicati pazzi, o altro, perché cercano disperatamente la verità. Forse è questo che si vuole nascondere?
Io non lo so, non lo credo, non voglio crederlo. Ma allora perché quest’ansia, questo panico?
Io credo che sarebbe dovere del Presidente della Repubblica per fugare anche ogni possibile dubbio, nell’ultimo degli italiani che queste intercettazioni non (incomprensibile) ste cosa sarebbe suo dovere rendere pubbliche queste intercettazioni. Altrimenti se non lo fa, resterà sempre il sospetto dentro di noi che queste intercettazioni possano contenere qualcosa che, anche se non penalmente rilevante, però in qualche maniera possano portare delle ombre su quello che dovrebbe essere il Presidente di tutti gli italiani, sulla più alta della nostre istituzioni.
Oggi ci saranno tante persone che hanno accettato di venire qui, a una manifestazione che abbiamo organizzato in solo sette giorni. E io ringrazio tutti i ragazzi che hanno lavorato insieme a me, abbiamo lavorato fino alle tre di notte per permettervi oggi di essere qui. Ringrazio Angelo, ringrazio Federica, ringrazio Marco, quei ragazzi che in maniera volontaria hanno lavorato insieme e me per arrivare a questo.
oggi ringrazio anche le persone, le personalità che abbiamo invitato, scrittori, giornalisti che abbiamo invitato che hanno lasciato i loro impegni. E qualche volta hanno lasciato anche dei problemi a casa, come la prima persona che parlerà oggi, Manuel Agnelli degli Afterhours, il quale ha lasciato la figlia a casa con la broncopolmonite ed ha accettato di venire a parlare qui oggi con noi. E’ una persona Manuel che ad ogni concerto solleva in alto la sua Agenda Rossa . Ha avuto il premio agenda rossa da noi per il suo impegno. Così fa arrivare a ragazzi che forse l’Agenda Rossa non la vedrebbero mai nella loro vita, fa arrivare questo punto interrogativo sulla storia della nostra Repubblica, sulla storia del nostro paese.
Manuel, Manuel grazie mille.


Trascrizione a cura di Anna Maria Cantarella




Tratto da: 19luglio1992.com

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