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A scanso di equivoci vorrei dare un seguito alla mia precedente lettera, in particolare per correggere quella eccessiva semplificazione con la quale ho equiparato la “civiltà occidentale” al “capitalismo”. Se è vero che la moderna “civiltà occidentale” è sorta in Europa con l’affermarsi dei rapporti economici capitalistici, sarebbe ingiusto ridurla a semplice specchio di tali rapporti economici. Fortunatamente tale civiltà non ha prodotto solo il contorto pensiero leghista che ho cercato di illustrare nella mia lettera precedente ma molto altro e, dato che sarebbe arduo farne un elenco, mi limito a ricordare la civiltà giuridica fondata non più sulla tortura finalizzata a far confessare il sospettato, sulla pena quale vendetta tutt’al più finalizzata all’espiazione (con il conseguente corollario di trattamenti inumani) bensì come tentativo di rieducazione (art. 27 della Costituzione). Quella civiltà giuridica spesso ignorata dai dirigenti leghisti che, in varie occasioni, si sono distinti affermando come gli autori di reati vadano rinchiusi, buttando poi le chiavi. Una “civiltà occidentale” assai più complessa dell’immagine che ne vien data sul prato di Pontida, dove essa vien fatta coincidere con la religione cristiano/cattolica, i rapporti di produzione capitalistici e, soprattutto, la sua opposizione a tutto ciò che è “Orientale”. A smentirli basti ricordare le contraddizioni che l’hanno attraversata, gli scontri di pensiero sorti al suo interno e le forze sociali che si sono contrapposte in questi 500 anni, conferendole il carattere (variegato e contraddittorio) che oggi le è proprio. Questo a partire dagli anni del massiccio allargamento dei rapporti di produzione capitalistici che oggi la caratterizzano, come fu per la temperie che investì l’Europa ai tempi della Riforma e Controriforma (contrapposizione tutta interna al cristianesimo europeo) e per lo scontro sociale che nel 1525 caratterizzò i principati tedeschi, il Tirolo e il Trentino. A distanza di cinque secoli la grande “Rivolta contadina” e il pensiero di Thomas Muntzer che la guidò, contengono insegnamenti e interrogativi ancora oggi fecondi, ben più dei discorsi pronunciati a Pontida. Se in Europa l’affermazione del Capitale passò per l’espropriazione delle terre d’Irlanda (con l’imposizione monoculturale dell’allevamento della pecora) nel corso del 1600 e la civiltà da esso scaturita ha prodotto anche la campagna di sterilizzazione forzata delle donne Inuit groenlandesi da parte del governo danese negli anni ‘60 e ‘70 del secolo scorso, questo ha stimolato anche il sorgere in Europa di un pensiero critico radicale nei confronti della stessa “civiltà occidentale” e dell’imperialismo a cui ha dato vita. Pensiero che da Karl Marx ad Antonio Gramsci, dall’antifascismo all’ecologismo, è ancora in grado di fornirci strumenti essenziali per immaginare e costruire un mondo diverso. Con buona pace di Salvini, anche la resistenza del popolo palestinese rappresenta da molto tempo un simbolo della lotta contro le ingiustizie sociali in tutto il mondo, anche all’interno di quell’Occidente che lui vorrebbe monoliticamente contrapposto all’Oriente e al mondo arabo.  

Foto © Imagoeconomica 

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