Un protetto, nello specifico un Testimone di Giustizia inserito nello Speciale Programma di Protezione, chiede ritualmente di essere audito presso un Comitato dedicato ai Testimoni di Giustizia della Commissione Nazionale Bicamerale Antimafia. Il protetto telefonicamente dopo avere inviato le mail di rito interagisce presumibilmente con il Presidente della Commissione Antimafia la quale inizia una sorta di rapporto telefonico/cartaceo con il Protetto senza filtri e senza attuare le procedure di ritiro. Pare che l'uff. di Segreteria del Presidente abbia poi contattato il Servizio Centrale Di Protezione della Polizia Criminale richiedendo notizie ed informazioni. L'Uff. di Segreteria presumibilmente voleva "risolvere" il problema o accertare che il Testimone riferisse la verità.
Assurdo! Semplicemente assurdo. Tutto assurdo dalla telefonata alla richiesta di informazioni al Sevizio Centrale bypassando l'Avvocato del protetto. Senza scendere nei particolari. Il Presidente doveva convocare l'Uff. di Presidenza e dare atto dell'Istanza di Audizione del Testimone. Decide l'Uff. di Presidenza con relativa Motivazione. Da sola non decide nulla.
Il Protetto doveva essere audito perché è inserito nello Speciale Programma di Protezione e le sue motivazioni hanno i requisiti per essere valutate dal Comitato. Si volevano segnalare al Comitato determinate "Avarie di sistema normativo". Poi relativamente all'Audizione l'Uff. di Presidenza avrebbe potuto acquisire informazioni e documenti al Servizio Centrale ma solo dopo l'Audizione che stabilisce i potei di indagine parlamentare. I problemi non si risolvono con una telefonata. Bisogna lavorare, capire e poi riferire al Parlamento. Nel merito la Commissione Antimafia non ha poteri perché decide il Ministro dell'Interno tramite la Commissione Ex Art 10. La Commissione Antimafia doveva solo rilevare "le avarie burocratiche generate dall'impianto normativo che regola il Sistema Tutorio". Era difficile capire? Bisogna studiare e lavorare anni e anni per acquisire in tale ambito le giuste conoscenze scientifiche e giuridiche. Mi dispiace ma l'Uff. Di Segreteria che ha trattato la vicenda ora deve spiegare cosa è accaduto e perché si sono attivati canali informali. La Commissione Antimafia non può richiedere documenti e informazioni relative ad un tutelato sottoposto allo Speciale Programma di Protezione. Con i protetti i si interagisce tramite il Legale o tramite il Servizio Centrale di Protezione. Altri contatti irrituali non autorizzati sono pericolosi per la sicurezza del protetto. Esistono delle apposite norme procedurali. Perché questo sordomutismo nei confronti dei Protetti e dei propri Avvocati? Perché ci sono Avvocati ascoltati e Avvocati non degni di ascolto. Purtroppo non so di chi sia la colpa ma questo che stiamo vivendo in Commissione Antimafia è un regime! Attendo sempre e lascio sbagliare. Prima o poi gli errori e l'odio per chi non si conosce... si pagano. L'Antimafia non è un ambito dove può prevalere la Politica e le simpatie. Avevano fatto capire cose diverse al Presidente e l'hanno trascinata in un problema. Ora dovrebbero rispondere chi consiglia il Presidente di assumere determinati atteggiamenti. Il Presidente deve capire che la Commissione Nazionale Antimafia non è la sede di FdI dove si piazzano gli amici degli amici ma è una Commissione Bicamerale con i Poteri dell'AG. Determinate funzioni vanno "meritate" per specializzazione e per fiducia. La becera politica invece piazza persone che pur non volendo creano grandi difficoltà. Ci vogliono gli specialisti dell'Ambito Tutorio in Commissione Antimafia è inutile negarlo. È un ambito insidioso e pericoloso per tutti. Solo chi lo pratica e lo studia da 30 anni può capire. Spero che questa questione si chiarisca perché il Testimone deve essere audito.
Testimoni di Giustizia: ricapitoliamo cercando di fare un po' di chiarezza
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- Rosario Scognamiglio
