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unisola di legalitàUn salone di bellezza, in uno dei quartieri più ricchi di Milano: Porta Nuova. Cuore del centro direzionale, il luogo dove le assicurazioni e gli istituti di credito fanno a gara per chi ce l’ha più alto (il grattacielo). 

Un normale contratto di “affitto con riscatto”: canoni da pagare, ristrutturazione e quindi subentro. 

Invece no. A un certo punto interviene Agostino Cappellaccio e tutto salta. 

Nell’ordinanza di custodia cautelare si legge che «nel corso del primo incontro, …, (le parti lese NdR), facevano rilevare le difficoltà economiche, alle quali sarebbero andati incontro, a causa delle nuove pretese “extracontrattuali” … , avendo peraltro una figlia piccola, Cappellaccio Agostino interveniva proferendo frasi inequivocabili, quali: “l'educazione della nostra famiglia, ci sono regole sacrosante non si toccano donne e bambini e non si ha a che fare con la droga”»…  «vantando la sua appartenenza ad un contesto criminale di Gioia Tauro».

E allora, chi era titolare a tutti gli effetti di un contratto valido, da far rispettare in sede civile e aveva già sborsato 50 mila euro di ristrutturazioni, viene costretto ad acquistare tutto e subito oppure a chiudere il contratto e perdere i canoni versati e i 50 mila euro dei lavori di ristrutturazione.

Cappellaccio, 34 anni, è ora in carcere, viene descritto da Sonia Mancini, GIP del Tribunale di Milano che ha accolto la richiesta della DDA milanese, il referente di Girolamo Piromalli a Milano, “ai vertici”, secondo l’accusa, dell’omonima cosca Piromalli di Gioia Tauro.

Ora ci spostiamo nel "Mercato Comunale Coperto Zara", in Piazzale Lagosta. In Isola. Quartiere contiguo a Porta Nuova, da 15 anni in grandissima trasformazione: via i negozi di prossimità, le attività artigianali e dentro locali.

Bruno Mazzoleni è il rappresentante legale dell’Associazione Temporanea d'Impresa che ha in concessione il mercato dopo essersi aggiudicato la gara ad evidenza pubblica, nel giugno 2019. 

Nel Decreto di sequestro preventivo emesso ad aprile scorso, dal Pm, Silvia Bonardi, per 5 attività commerciali presenti nel mercato, si legge che «Bruno Mazzoleni, era perfettamente consapevole che Cappellaccio Agostino fosse il titolare effettivo delle attività commerciali presenti all'interno del "mercato comunale isola" nella formale proprietà di Barbaro Orazio e Pulvirenti Carmelo».  Mazzoleni sta zitto e paga. Al posto di Barbaro, formalmente intestatario del contratto, che a sua volta si lamenta di Cappellaccio. Colui il quale, secondo loro, avrebbe dovuto sborsare i canoni dell’affitto di ramo d’azienda.

Ora ci chiediamo: quanti oggi in quel quartiere o a Milano stanno interpretando gli stessi ruoli nel silenzio? 

Oggi il rischio è che l’omertà alla fine premi.

Oggi il rischio è che i reali proprietari dell’attività di via Marco Polo, non si costituiscano parte civile nel processo.

Oggi il rischio è che la maggioranza dei commercianti pensi che di attività in mano alla criminalità organizzata ce ne siano molte altre (assolutamente vero), diffuse e radicate in quartiere, e che non cambierà nulla.

Oggi il rischio è che in diversi pensino invece che sia tutto finito. E che ora il quartiere Isola sia stato “liberato” dalle mafie.

Non deve essere così.

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