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240229 tavola rotondaA ventotto anni dall’approvazione della Legge 7 marzo 1996, n. 109 è possibile tracciare un bilancio di esperienze inerenti la destinazione e gestione di aziende confiscate alla criminalità organizzata, strumenti principali delle mafie per il riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite. Con riferimento a trasparenza e criticità gestionali, i diversi osservatori hanno restituito un quadro complesso che vede la Sicilia in cima alla classifica delle regioni per numero di beni e aziende confiscate, aziende che operano nei diversi settori dell’economia siciliana: dall’edilizio, all’agroalimentare, alla sanità, alle energie rinnovabili. Purtroppo la maggior parte di queste sono molto spesso destinate alla liquidazione e chiusura, poiché garantirne la continuità produttiva risulta estremamente difficoltoso. Secondo il rapporto Fattiperbene di Libera, pubblicato a venticinque anni dalla legge 109, su un totale di 4.384 aziende confiscate dal 1982 ad oggi, anno dell’entrata in vigore della legge Rognoni-La Torre, quelle confiscate sono state quasi tutte liquidate. In questo quadro di grave criticità tuttavia si evidenziano esperienze positive che possono rappresentare un modello di governance orientato al bene comune, salvaguardando la sopravvivenza di aziende e livelli occupazionali.

Ne parleremo nel contesto della tavola rotonda organizzata dal Centro Studi Paolo e Rita Borsellino e dal gruppo Cave Siciliane prevista per giovedì 29 febbraio 2024 a partire dalle ore 9.30 presso la sede della Cava Consona di Bagheria, un complesso aziendale confiscato agli eredi di Salvatore Buttitta, prestanome di Bernardo Provenzano e definito dai collaboratori di giustizia “re delle cave” di Bagheria.

Alla tavola rotonda parteciperanno: il dott. Pietro Barbera, Vice Prefetto aggiunto di Palermo; la dott.ssa Marzia Sabella, procuratrice aggiunta alla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo; l'On. Antonello Cracolici, presidente della Commissione d'inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia; il dott. Filippo Maria Tripoli, sindaco di Bagheria; il dott. Cosimo Antonica, dirigente Sezione immobili dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata di Palermo; il dott. Giuseppe Quattrone, dirigente Sezione aziende dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata di Reggio Calabria; il dott. Leonardo La Piana, segretario Generale Cisl Palermo e Trapani; il dott. Mario Ridulfo, segretario Generale CGIL di Palermo; l'Ing. Virgilio Bellomo, amministratore aziende confiscate; il dott. Vittorio Teresi, presidente del Centro Studi Paolo e Rita Borsellino. 
   

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