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Il coordinamento Torino per Gaza ha indetto, per il 3 febbraio prossimo, una manifestazione regionale per chiedere un Cessate il fuoco immediato e permanente a Gaza e in tutti i territori occupati, e in appoggio alla domanda presentata al Comune di Torino e alla Regione Piemonte per l'apertura di un Corridoio Sanitario tra Torino e Gaza. Immediato e permanente cessate il fuoco, corridoi sanitari e fine dell'occupazione. Queste le parole d’ordine dell’iniziativa. Il corteo regionale avrà inizio alle ore 14.30, partenza dall'ex stazione Torino-Ceres (Porta Palazzo all'altezza del N.15 di Corso Giulio Cesare).

L'appello

Oltre 25 000 sono i morti causati dai bombardamenti, dalle incursioni di terra e dagli omicidi mirati ordinati dal governo di occupazione israeliano nei confronti del popolo palestinese. Il genocidio dura da più di 100 giorni e ad oggi non sembra destinato a terminare presto. Continua l'opera di indiscriminata violenza nei confronti di decine di migliaia di civili e del territorio, rendendo la Striscia di Gaza invivibile permanentemente.

Il numero dei feriti è altresì spaventoso e, inoltre, il servizio sanitario nella Striscia di Gaza è stato distrutto, compresi gli ospedali. Si è ormai costretti ad amputare arti senza anestesia né adeguata attrezzatura, anche a bambini e bambine.

I giornalisti vengono uccisi dall'esercito sionista (ormai superiore a 115 unità il numero delle vittime) e le uniche notizie che l'autorità israeliana permette di diffondere sono quelle che ne sostengono la propaganda, impedendo la diffusione di immagini provenienti da Gaza. Le violenze in Cisgiordania sono sempre più frequenti, con incursioni armate all'interno dei campi profughi, omicidi e detenzioni arbitrarie per centinaia di palestinesi.

E' stato chiaro fin dall'inizio che l'espandersi di queste ostilità nei territori di Gaza avrebbe provocato un allargamento regionale del conflitto come dimostra il blocco delle navi statunitensi nel Mar Rosso, evento che ha scatenato una generale preoccupazione nei leader occidentali, ma purtroppo nessuno ha scelto di schierarsi contro Israele e la strategia del "piede in due scarpe" non si dimostra efficace per interrompere l'escalation bellica.

Riteniamo fondamentale ritornare in piazza e fare pressione sui governi affinché si raggiunga il risultato minimo di un immediato e permanente cessate il fuoco a Gaza, con l'invio di aiuti medici e umanitari nei territori devastati dalla brutalità dell'esercito israeliano. Dobbiamo fare pressione sui nostri governi per la fine del supporto militare e logistico italiano all'esercito di occupazione.

In questo momento, stare in silenzio significa essere complici del massacro del popolo palestinese. Siamo al fianco di tutti i popoli che resistono al colonialismo e all'occupazione fino alla vittoria!

L'evento Facebook: fb.me/e/vPBLh9dkt
   

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