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suicidate attilio mancaSabato 27 maggio alle ore 12 nella Sala Dora Bassi di via Garibaldi, 7 a Gorizia Lorenzo Baldo presenta "Suicidate Attilio Manca". Evento in collaborazione con Libera, coordinamento di Gorizia.

Modera l'evento Luana de Francisco

Letture a cura dei presidi di Libera del Friuli Venezia Giulia.

La nostra Italia è anche quella fatta dalla vittime innocenti delle mafie. Attualmente sono circa novecento i nomi delle vittime accertate che il 21 marzo di ogni anno “Libera” ricorda, perché a quei nomi e alle loro famiglie dobbiamo la dignità dell’Italia intera. Ricostruire e diffondere le loro storie, associando ai nomi un volto, significa sia salvaguardare il loro diritto al ricordo che assolvere il nostro dovere sociale di fissarli nella memoria collettiva, sottolineando la dimensione pubblica di questi drammi privati. Attilio Manca è una di queste persone: morto “suicida”, con una morte troppo presto archiviata dalla magistratura, un caso tutto italiano. In molti non accettano la versione ufficiale e lottano per l’accertamento della verità.

IL LIBRO

È il 12 febbraio 2004. A Viterbo, in un appartamento di via Monteverdi viene ritrovato il cadavere di Attilio Manca. Il corpo del giovane urologo di Barcellona Pozzo di Gotto (Me), che operava all’ospedale di Viterbo, è riverso trasversalmente sul piumone del letto, seminudo. A causarne la morte, come accertato dall’autopsia, l’effetto combinato di tre sostanze: alcolici, eroina e Diazepam. Sul suo braccio sinistro i segni di due iniezioni. Per la Procura di Viterbo non c’è dubbio, si è trattato di un suicidio. Ma Attilio Manca è un mancino puro. Non ha alcun motivo per suicidarsi. E, soprattutto, dietro a questa misteriosa vicenda si intravede l’ombra di Cosa nostra. Il giovane urologo, specializzato nella tecnica laparoscopica, potrebbe aver assistito all’intervento alla prostata al quale nel 2003 era stato sottoposto Bernardo Provenzano in una clinica di Marsiglia, o quanto meno potrebbe averlo visitato prima o dopo l’intervento. Sullo sfondo gli apparati deviati di uno Stato che non ha alcun interesse a fare luce su questa strana morte.
A dodici anni di distanza Fabio Repici e l'ex pm Antonio Ingroia, legali della famiglia Manca, vogliono un processo sulla base delle rivelazioni di boss come Giuseppe Setola e Carmelo D'Amico. Un lungo viaggio alla ricerca della verità.

Prefazione di don Luigi Ciotti

«Me l’hanno ammazzato, me l’hanno ammazzato!»
Gerardo Ronzoni

«Ho sempre pensato che non fosse stato un suicidio, ma non ho idea di chi possano essere i mandanti».
Massimiliano De Vecchis

L'evento facebook.com/events/642475129288638

20170527 presentazione libro lorenzo baldo gorizia

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