Il leader dei Pink Floyd: "Parlamento corrotto da potenza straniera genocida. La storia mi darà ragione”
Roger Waters, leggendario fondatore dei Pink Floyd, è finito nel mirino della giustizia britannica per aver espresso pubblicamente sostegno a Palestine Action, gruppo recentemente dichiarato fuorilegge dal governo del Regno Unito. Le sue dichiarazioni, rilasciate in un video diffuso sui suoi canali social e intitolato “I Am Spartacus”, hanno provocato un’ondata di reazioni politiche, mediatiche e legali.
Waters definisce l’organizzazione una “straordinaria iniziativa non violenta” e ha invitato il suo pubblico ad agire: "Il Parlamento è stato corrotto da agenti di una potenza straniera genocida. Alzati e fatti sentire. È adesso". Secondo le autorità britanniche, però, anche un semplice gesto di appoggio a un gruppo bandito può configurare un reato punibile fino a 14 anni di carcere.
Palestine Action è nota per le sue azioni dirette contro aziende come Elbit Systems, marchio israeliano attivo nella produzione di armamenti destinati a Tel Aviv. Blocchi, occupazioni e sabotaggi sono stati rivendicati dal gruppo come forme di resistenza contro il genocidio in corso in Palestina. Proprio la natura di queste azioni ha portato il Ministero degli Interni a classificarla come organizzazione estremista e quindi illegale.
Waters, da anni schierato in favore della causa palestinese e dei diritti umani, ha più volte espresso critiche feroci verso la politica israeliana. Già in passato le sue performance – come durante il tour di The Wall – avevano suscitato polemiche per l’utilizzo di simboli controversi, tra cui stelle di David accostate a svastiche e dollari, ritenuti da alcuni antisemiti. L’artista ha sempre respinto le accuse, ribadendo che le sue scelte sceniche e le sue prese di posizione hanno un intento umanitario e rientrano nella libertà di espressione.
La reazione al video non si è fatta attendere. La Campaign Against Antisemitism ha annunciato che, in assenza di iniziative da parte della polizia, avvierà una causa penale privata contro il frontman dei Pink Floyd. Nel frattempo, numerosi artisti e attivisti hanno manifestato il proprio sostegno, rilanciando l’hashtag #IAmSpartacus in segno di solidarietà. Anche Palestine Action ha risposto, definendo l’intervento del musicista “un atto di coraggio”.
Ancora una volta Waters non si fa scoraggiare e non arretra di un passo: “La storia mi darà ragione”.
(11 Luglio 2025)
Fonte: abruzzo.cityrumors.it
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