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fischiava vento intUna storia sentimentale del comunismo italiano

I luoghi, i miti, i riti che hanno reso la stagione del comunismo italiano irripetibile. È un viaggio nella storia di un partito che ha lasciato un'impronta profonda nella vita del nostro Paese, quello che ci offre Claudio Caprara con il suo libro “Fischiava il Vento” (Bompiani Overlook), che verrà presentato alle ore 18 di martedì 21 ottobre all’ Epyc, in via Pignatelli Aragona 42. A dialogare con l’autore saranno Emilio Miceli, presidente del Centro Studi “Pio La Torre”, e padre Gianni Notari, direttore dell’Istituto “Pedro Arrupe”. Conduce Lidia Tilotta.


Il libro

Senza un istante di sosta per guardare dentro di sé, tutta presa dal combattimento senza nulla di personale": così nell'estate del 1946 Palmiro Togliatti descrive la propria vita a Nilde Iotti, il cui amore gli ha restituito il desiderio di tenere qualcosa per sé, salvandolo dalla dedizione assoluta al partito. Quella di Togliatti e Iotti è solo una delle tante vicende di una straordinaria storia collettiva che ha segnato il nostro Novecento: quella del Pci e dei suoi militanti. Il comunismo italiano è stato un'esperienza unica, capace di interpretare gli aspetti più autentici e carichi di speranza rivoluzionaria della sua ideologia fondativa senza doverne sperimentare le tragiche degenerazioni. Una causa a cui una moltitudine di donne e uomini si è votata con passione assoluta. Dalle origini, quando socialismo, comunismo e fascismo per un fatale istante si sfiorano, alle figure più e meno note di Antonio Gramsci e Anselmo e Andrea Marabini, Nicola Bombacci e Veraldo Vespignani; dal biennio rosso del 1919-20 e la nascita del Partito comunista d'Italia nel 1921 fino alla morte di Berlinguer nel 1984. E ancora: la scuola delle Frattocchie e le feste dell'Unità, gli amori e i tradimenti, la propaganda e i funerali.

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