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chiesa-227098di Pino Cabras e Margherita Furlan - 17 dicembre 2014
Molti parlamentari, a Strasburgo e Bruxelles come a Roma, chiedono risposte sull'arresto extralegale di Giulietto Chiesa. In Italia si scopre ora la nuova Guerra Fredda
Molti eurodeputati di diversi schieramenti, oltre a parlamentari della Camera e del Senato, hanno preso posizione in sede parlamentare contro l'arresto extralegale di Giulietto Chiesa, avvenuto il 15 dicembre a Tallinn, in Estonia, un arresto che gli ha impedito di partecipare come relatore a una conferenza.


Già da parte degli eurodeputati socialisti - riporta Nicola Lombardozzi su la Repubblica - si è parlato di «palese violazione dei diritti civili».
A queste posizioni si aggiunge un'interrogazione comune alla Commissione europea presentata sia da eurodeputati cinquestelle che aderiscono al gruppo EFDD, sia da eurodeputati eletti nella Lista L'Altra Europa con Tsipras che aderiscono al GUE/NGL.
E' una notizia rilevante che grillini ed esponenti della sinistra abbiano firmato insieme, compresa Barbara Spinelli.
Sempre Barbara Spinelli, assieme ai colleghi italiani eletti nella sua lista, ha preso la parola nella sessione plenaria a Strasburgo "per fatto urgente" per sollevare il caso.

Un'altra interrogazione parlamentare in argomento è stata firmata dal segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, eurodeputato del gruppo EAF.

Il deputato di SEL Gianni Melilla ha presentato alla Camera dei Deputati un'interrogazione a risposta in Aula rivolta al Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.

La senatrice del gruppo misto Paola De Pin è infine intervenuta in Senato per chiedere che l'Italia condanni l'avvenuta detenzione illegale dell'ex europarlamentare e fondatore di Pandora TV.
A caldo si era già espresso con un tweet il senatore Corradino Mineo: «Di bene in meglio. Estonia come Turchia. Subito libero Giulietto Chiesa». Il fondatore di Azione Civile, Antonio Ingroia, definisce l'arresto preventivo che ha colpito Chiesa un «abominevole insulto alla libertà di pensiero e di espressione» e più in generale «alle libertà individuali».

Si sta pian piano delineando una corrente di solidarietà. Potrebbe diventare una rete di contatti che vigilano sui rischi della nuova guerra fredda, di cui il caso Estonia/Giulietto è un chiaro sintomo, spiegabile nel contesto sempre più pericoloso che fa da sfondo alle ultime vicende europee e mondiali.

Di seguito riportiamo i riferimenti alle diverse azioni parlamentari sul caso Estonia/Giulietto.

L'interrogazione alla Commissione a firma Isabella Adinolfi, Dario Tamburrano, Fabio Massimo Castaldo, Barbara Spinelli, Eleonora Forenza, Marco Affronte.



Interrogazione alla Commissione su arresto Giulietto Chiesa da Adinolfi_Tamburrano-Castaldo_Spinelli_Forenz...



L'INTERROGAZIONE E' RICHIAMATA ANCHE SUL BLOG DI BEPPE GRILLO

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ESTRATTO della DICHIARAZIONE DEGLI ELETTI ITALIANI NELLA LISTA TSIPRAS:

"AUTORITÀ ESTONI HANNO VIOLATO LIBERTÀ POLITICA E D'ESPRESSIONE"

Strasburgo 16/12/14   --- Come parlamentari europei dell'Altra Europa con Tsipras abbiamo sollevato oggi - chiedendo la parola per fatto urgente durante la seduta plenaria - la necessità di una presa di posizione del Parlamento europeo in relazione al fermo e  all'espulsione dall'Estonia di Giulietto Chiesa, giornalista e già parlamentare europeo, avvenuti ieri a Tallin senza giustificati motivi.

Un fatto gravissimo in sè, ancor più grave perché avviene in un paese della UE.  Insieme ad alcuni parlamentari europei del M5S (Isabella Adinolfi, Dario Tamburrano, Fabio Massimo Castaldo, Marco Affronte) abbiamo inoltre presentato una interrogazione scritta alla Commissione Europea a seguito dell'arresto di Giulietto Chiesa: "Il comportamento delle autorità estoni - scrivono i deputati europei nel testo indirizzato alla Commissione - presenta lati oscuri ed inquietanti e viola diversi articoli del Trattato sull'Unione Europea, della Carta dei diritti fondamentali nonchè della Cedu posti a tutela delle libertà fondamentali individuali, nonchè della libertà politica e di espressione".
Per questo, gli europarlamentari chiedono: "Quali sono le azioni concrete intraprese dalla Commissione volte a porre fine alle violazioni perpetrate dalle autorità estoni nei confronti dei diritti e delle libertà del cittadino europeo Chiesa".
A Giulietto, che è stato rilasciato ieri, esprimiamo tutta la nostra solidarietà.

Eleonora Forenza
Curzio Maltese
Barbara Spinelli

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Interrogazione di Matteo Salvini al Parlamento UE sull'arresto in Estonia di Giulietto Chiesa


OGGETTO: Chiarimenti sull'arresto di Giulietto Chiesa in Estonia

Il 15 dicembre il giornalista ed ex membro del Parlamento Europeo Giulietto Chiesa, mentre si trovava a Tallinn per una conferenza, a seguito della quale avrebbe poi proseguito verso Mosca, è stato arrestato nel suo albergo dalla polizia estone.
Le autorità locali non hanno formalizzato accuse nei suoi confronti, ma fonti giornalistiche riportano che si tratterebbe del primo passo di un procedimento di espulsione che dovrebbe concludersi nell'arco di 48 ore.
Poiché nessun reato gli è stato finora contestato, non appare infondata l'ipotesi che alla base dell'arresto vi sia il contrasto tra le opinioni di Chiesa -tendenzialmente filorusse- e le scelte politiche dell'attuale governo estone, il quale risulta avere rapporti piuttosto tesi con la Federazione Russa.
Se ciò venisse confermato, rappresenterebbe una grave violazione delle libertà fondamentali riconosciute dall'Unione a tutti i cittadini europei, a partire dalle libertà di pensiero, espressione e movimento.

Chiediamo pertanto se la Commissione sia al corrente degli eventi sopra riportati e quali iniziative intenda eventualmente adottare per accertare se l'operato delle autorità estoni costituisca una violazione dei diritti sopracitati.

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Interrogazione dell'on. Gianni Melilla (SEL) al Ministro degli Esteri sull'arresto del giornalista ed ex parlamentare europeo Giulietto Chiesa.

"Ieri è stato arrestato in Estonia, Stato dell'Unione Europea in cui dovrebbero essere garantiti i diritti civili e politici, il giornalista e già parlamentare europeo Giulietto Chiesa. Per molti anni corrispondente a Mosca de L'Unità, La Stampa, Tg5; successivamente è stato un apprezzato parlamentare europeo e da anni svolge una attività culturale e politica nei paesi dell'Europa Orientale, anche nelle Repubbliche Baltiche, testimoniando la palese violazione dei diritti civili, sociali e politici delle minoranze russe. La polizia speciale estone, meglio conosciuta con l'acronimo inquietante di Kapo, con metodi brutali tipici di Paesi dittatoriali ha arrestato, senza fornire spiegazioni, Giulietto Chiesa nel tentativo evidente di intimidirlo e impedire con la violenza di Stato la sua attività politico-culturale. Questo comportamento è inqualificabile in un Paese componente dell'Unione Europea e richiede una ferma posizione dell'Italia e dell'Unione Europea da anni purtroppo complice dei Paesi baltici nel sostenere posizioni di aperta discriminazione delle minoranze russe". L'on. Melilla chiede quindi al Ministro degli Affari Esteri: "quali iniziative intenda assumere per condannare questa azione liberticida e richiamare l'Estonia al rispetto delle norme europee ed internazionali in materia di diritti civili e politici". 

 
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Il governo italiano condanni la detenzione illegale di Giulietto Chiesa in Estonia
Intervento al Senato della sen. Paola De Pin.

Ieri Giulietto Chiesa, noto giornalista ed ex parlamentare europeo, è stato arrestato a Tallin, la capitale dell'Estonia. Dopo essere rimasto in carcere per alcune ore, gli è stato comunicato un provvedimento di espulsione dal paese. Non risultano accuse di carattere penale o civile nei suoi confronti.

Giulietto Chiesa non ha ucciso, né rubato, né commesso reati contro il patrimonio di qualche Stato europeo. 

La sua grave colpa è quella di essere andato in Estonia per tenere una conferenza dal titolo: "E' la Russia il nemico dell'Europa?".

Si è trattato, tra l'altro, di un arresto preventivo, in quanto Chiesa è stato prelevato dal suo albergo appena arrivato nel paese baltico, senza neppure avere il tempo di partecipare alla conferenza.

Non entro nel merito della questione se la Russia debba essere considerata un nostro nemico.

Vorrei solo sottolineare che l'opinione pubblica vede con timore l'escalation in atto contro la Russia, grazie al fatto che i mezzi di comunicazione si sforzano continuamente di creare un clima da guerra fredda.

L'opportunità di un dialogo con la Russia non è un'idea bizzarra.

E' invece condivisa da numerose personalità: mi riferisco, tra i tanti, agli ex presidenti del consiglio Romano Prodi e Silvio Berlusconi, agli ex cancellieri Schmidt, Kohl e Schröder, all'ex ministro degli esteri francese De Villepin.

In ogni caso, come dicevo, poco importa adesso il merito della questione.

Ciò che conta è che quanto avvenuto in Estonia è un inaccettabile attacco alla libertà di pensiero, un bieco gesto antidemocratico, degno dei regimi totalitari e non di chi, in quanto parte dell'Unione europea, dovrebbe fare della libertà di espressione il vero pilastro della sua identità.

Voglio sperare che il governo italiano abbia già inoltrato le più ferme proteste al governo estone, esigendo l'immediato ritiro del provvedimento.

Tratto da: megachip.globalist.it

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