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chiesa-g-una-farsa-macabraNapolitano-Renzi: certe volte, leggendo, vengono brutti pensieri.
di Giulietto Chiesa - 18 febbraio 2014
"Dal 1930, non si aveva nel Reichstag una maggioranza stabile e il cancelliere, Bruening, cominciò a emanare leggi senza sottoporle al Parlamento, valendosi dei poteri presidenziali di emergenza di Hindenburg. Sebbene i suoi decreti non fossero graditi alla Spd, i socialisti non volevano rovesciare Bruening, perché temevano che l'agitazione delle elezioni finisse con l'assicurare altri progressi a nazisti e comunisti. Quindi, dalla primavera del 1930 a quella del 1932, la situazione in Germania era sgradevole e incerta: il paese era retto da leggi impopolari, emanate non dall'autorità di un Parlamento democratico, ma da quelle del senescente maresciallo di campo, eletto presidente nel 1925". (Tratto da: William Sheridan Allen, Come si diventa nazisti, Einaudi 1994, pag. 85)

Dio ci protegga dalle analogie, specie da quelle più facili. Ma provate a sostituire Reichstag con Parlamento italiano; Hindenburg con Napolitano; la Spd (Partito Socialdemocratico Tedesco) con Pd; Bruening con Monti, Letta, o Renzi, (che fa lo stesso); il periodo 1929-1932 con il 2011-2014; il "senescente maresciallo di campo" nuovamente con Napolitano; il 1925 di Hindenburg con il 2006 di Napolitano.

Ecco, provateci. Mancano i nazisti. Ancora non ci sono, per lo meno in Italia. Ma allora salirono al potere in Germania, con largo consenso elettoral-popolare, al grido di "cancelliere della fame", indirizzato a Bruening-Monti-Letta.

Poi aggiungete: "le aspre misure deflazionistiche di Bruening, basate sull'ortodossia economica, (che) non facevano che intensificare gli effetti della crisi"; aggiungete il numero impressionante di suicidi (questi in Italia, adesso), tra operai senza lavoro e imprenditori senza più soldi da investire, avrete una singolare anticipazione di ciò che potrebbe accadere, o comunque ripetersi.

Certo, diceva Carlo Marx, la ripetizione di una tragedia è, di regola, quasi sempre una farsa. Ma ci sono anche le farse macabre.

Tratto da: megachip.globalist.it

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