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di AMDuemila
I giudici si riservano di acquisire verbali e sentire l'ex capo mafia di Belmonte

"Nuove prove" sarebbero giunte a carico di Calogero Mannino imputato nel processo-stralcio sulla trattativa Stato-mafia.
Secondo il neo pentito di Belmonte Mezzagno, Filippo Salvatore Bisconti, Mannino era "affiliato, uomo d'onore del suo paese... quello dove è nato e cresciuto". Le dichiarazioni dell'ex capomafia, rilasciate in due occasioni lo scorso marzo, fanno riferimento ad un colloquio avvenuto "nel 2004-2005, certamente prima del 4 settembre 2006, quando sono stato scarcerato" con il boss di Corleone, Rosario Lo Bue. In quell'occasione, parlando proprio di Mannino "durante una passeggiata", Lo Bue riferì al collaboratore di giustizia: "Ma di che si lamenta Calogero Mannino?. Addirittura sarebbe stato uomo d'onore e dunque farebbe bene a parlare di meno... che si lamenta, se fa parte della famiglia mafiosa del suo paese?'". A quel punto il procuratore Francesco Lo Voi che è andato a interrogare Bisconti insieme all'aggiunto Salvatore De Luca e il sostituto Bruno Brucoli, gli ha chiesto se avesse approfondito il discorso. "No, - ha detto il collaboratore - in genere queste domande non si fanno; per lui dirlo, certamente lo sapeva. Tutti i corleonesi avevano rapporti con tutta la Sicilia. Riina verso la parte occidentale, Provenzano il lato orientale. Mi disse apposta, 'picchi' un và parra cu chiddi ru sò paisi?', intendendo i componenti della sua stessa famiglia mafiosa. Non mi ricordo se questa cosa qualche volta me la disse pure Carmelo Gariffo (nipote di Bernardo Provenzano, ndr), come trait d'union politico-mafioso. Gariffo mi ha detto: 'No, vabbe' non c'è problema con Mannino, lo faccio richiamare dai suoi paesanì". I due verbali del pentito sono stati trasmessi dalla Dda ai pg Sergio Barbiera e Giuseppe Fici i quali, all'ultima udienza del processo Mannino li hanno presentati alla corte d'appello, presieduta da Adriana Piras, chidendo alla stessa di valutare se acquisirli e sentire Bisconti. La corte ha annunciato che scioglierà la riserva all'udienza del prossimo 22 luglio, data in cui potrebbe entrare in Camera di Consiglio e quindi emettere la sentenza.

Foto © Imagoeconomica

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