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di AMDuemila
Chimato a deporre anche boss D'Agata. La requisitoria prevista per oggi slitta ad altre udienze

La Corte d’Assise d’Appello di Caltanissetta all’interno del processo bis sulla Strage di Capaci, dove persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, gli agenti Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo, accogliendo la richiesta dei legali degli imputati e della Procura generale, ha deciso di sentire i collaboratori di giustizia Pietro Riggio, Maurizio Avola e Raimondo Di Natale oltre al boss Marcello D'Agata. Verrà chiamata a deporre anche la genetista Nicoletta Resta. Per i giudici gli esami testimoniali sono necessari per il completamento dell'istruttoria e quindi l’inizio della requisitoria, che era prevista per oggi, slitterà ad altre udienze.
Nelle scorse settimane Riggio è stato protagonista di recenti rivelazioni sulla fase esecutiva della strage. Il pentito, che nei mesi scorsi, a distanza di dieci anni dall'avvio della sua collaborazione con la giustizia, sostiene che un ex poliziotto avrebbe messo l’esplosivo sotto l’autostrada fatta saltare in aria a Capaci il 23 maggio del 1992. A informarlo della vicenda sarebbe stato lo stesso agente che gli avrebbe confidato “di aver partecipato alla fase esecutiva della strage Falcone”. Riggio dovrebbe deporre anche sul presunto coinvolgimento dei servizi segreti libici e di una 007 nell'attentato.
La richiesta alla Corte è stata presentata dalle difese di alcuni imputati nel processo, che oltre a Riggio, hanno chiesto di sentire anche il collaboratore di giustizia Maurizio Avola. L’ex esponente del clan Santapaola dovrebbe deporre sulla provenienza da Messina e Reggio Calabria dell'esplosivo utilizzato dal commando. Infatti, Avola si è autoaccusato di aver avuto un ruolo nella fase preparatoria dell’attentato. Insieme al boss Marcello D’Agata, avrebbe trasportato detonatori e tritolo a Termini Imerese, mettendoli a disposizione di Cosa nostra di Palermo.
Gli imputati del processo cosiddetto Capaci bis sono i boss Salvo Madonia, Giorgio Pizzo, Cosimo Lo Nigro, Lorenzo Tinnirello e Vittorio Tutino. I primi quattro, in primo grado, vennero condannati all'ergastolo mentre Tutino venne assolto per non aver commesso il fatto. Per la Corte d'Assise nissena il boss palermitano di Cosa nostra Salvo Madonia sarebbe stato uno dei mandanti della strage, mentre gli altri sarebbero stati coinvolti nella fase esecutiva dell'attentato. La nuova inchiesta sull’eccidio del 23 maggio ’92 venne aperta dopo il pentimento dell’ex killer della cosca mafiosa di Brancaccio Gaspare Spatuzza, che rivelò nuovi dettagli ai pm di Caltanissetta, in particolare facendo emergere il ruolo della stessa cosca di Brancaccio nella preparazione della strage.
Riggio e Avola saranno sentiti il 19 novembre, mentre D'Agata, Di Raimondo e la genetista il 29 novembre.

Foto © Shobha

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