Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7

La rubrica di Saverio Lodato

50 anni mafia oriz


quarantanni di mafia 312x mobile

Di' la tua

Pace e guerra

travaglio-marco-web12di Marco Travaglio - 8 giugno 2013
I giornalisti che non sanno nulla ma parlano di tutto sono un genere letterario sconosciuto nelle democrazie, dunque molto diffuso in Italia. Uno dei pulcini più promettenti della scuola di Pigi Battista è Claudio Cerasa. Siccome vive in clandestinità (scrive sul Foglio) ed è molto pettinato, è richiestissimo dalle tv. Negli ultimi giorni ha scoperto la trattativa Stato-mafia. Non ne sa niente, eppure, anzi proprio per questo, le ha dedicato due articolesse sul Foglio e nel suo blog col tipico zelo del neofita.

Quella del Foglio è intarsiata da una vomitevole vignetta di Vincino, che definisce Nino Di Matteo (il magistrato in maggior pericolo di vita) “il pm del depistaggio dei primi processi Borsellino” (naturalmente Di Matteo non c’entra coi depistaggi su via D’Amelio, essendo arrivato a Caltanissetta a cose fatte). Per Cerasa invece la “presunta trattativa” e il relativo processo sono uno “spettacolo comico” e una “grottesca messinscena”. Ecco: lui ride molto; i parenti dei morti ammazzati nelle stragi un po’ meno. Purtroppo però esistono anche persone che sanno. Mori le ha additate ieri in tribunale: “Repici, Genchi, Travaglio, Pardi, Concita Di Gregorio, Amurri, Lo Bianco, Lodato” (nella black list c’è pure don Gallo, ma Mori si rassicuri: almeno il Don è morto). Il Cerasa, giustamente risentito con questa gentaglia che si permette di sapere, parla di “circo mediatico-giudiziario, pappagalli delle Procure, avvoltoi da talk show, pataccari”. Il sottoscritto poi “spara schizzi qua e là”. Invece il cocorito di Mori spara balle e basta. Sostiene che il papello di Riina è falso perché l’ha portato Ciancimino in fotocopia, non in originale, e poi Ciancimino ha fornito anche un documento taroccato su De Gennaro: non sa che la stessa Scientifica che ha smascherato il falso su De Gennaro ha periziato l’autenticità del papello. Certo, sarebbe meglio avere l’originale e magari anche la foto di Riina che lo detta: magari la prossima volta che i Ros lo arrestano, potrebbero gentilmente perquisirgli il covo, vedi mai che salti fuori qualcosa.   Ma Cerasa crede che il covo sia stato perquisito perché Mori è “stato prosciolto nel 2006 dalla Procura di Palermo dall’accusa di favoreggiamento per non aver perquisito il covo”. Ora, a parte il fatto che le Procure non prosciolgono (semmai i gup, ma qui il gup rinviò a giudizio Mori e De Caprio, poi assolti dal Tribunale), Cerasa potrebbe sforzarsi di leggere almeno 2-3 righe della sentenza: scoprirebbe che ha stabilito che i due ufficiali non perquisirono il covo, lasciandolo svuotare dalla mafia e ingannando la Procura, ma non c’è prova che l’abbiano fatto per favorire la mafia. In compenso – scrive il Tribunale – andrebbero puniti disciplinarmente per l’incredibile svarione investigativo: in un altro paese li avrebbero mandati a dirigere il traffico, da noi furono entrambi promossi. Poi c’è la mancata cattura di Provenzano a Mezzojuso nel '95: ma lì, assicura Cerasa restando serio, “l’operazione era stata organizzata per fare solo dei rilievi fotografici”. Mica scemi, i ragazzi: invece di arrestare il boss più ricercato del mondo, gli han fatto delle foto e se le sono appese in ufficio. Furbi, loro. Ora non vorremmo procurare al Cerasa un’ernia al cervello con troppe notizie vere tutte insieme, ma se ci riesce dovrebbe leggere queste poche righe sull’estate '92: “Iniziai a parlare con Cianci-mino: ‘Cos’è questo muro contro muro? Da una parte c’è Cosa Nostra dall’altra lo Stato. Ma non si può parlare con questa gente?’... Lui disse: ‘Si può, sono in condizioni di farlo’... Restammo d’accordo che volevamo sviluppare questa trattativa... Al quarto incontro mi disse: ‘Guardi, quelli (Riina e Provenzano, ndr) accettano la trattativa’...”. Tieniti forte, Cerasa, e fai un bel respiro: chi parla è il tuo amico Mori davanti ai giudici di Firenze. Vabbè, dai, ti andrà meglio un’altra volta. E comunque tranquillo: farai carriera.

Tratto da: Il Fatto Quotidiano

Video

  • All
  • Giuseppe Lombardo
  • Leonardo Messina
  • Matteo Messina Denaro MMD
  • Nino Di Matteo
  • Paolo Borsellino
  • Roberto Scarpinato
  • Video
  • Default
  • Title
  • Date
  • Random

Le recensioni di AntimafiaDuemila

MAFIA EGEMONE

MAFIA EGEMONE

by Elio Collovà

...

LE DONNE DELLE STRAGI

LE DONNE DELLE STRAGI

by Federico Carbone, Massimiliano Giannantoni

...


LA SCELTA

LA SCELTA

by Sigfrido Ranucci

...

LA 'NDRANGHETA STRAGISTA

LA 'NDRANGHETA STRAGISTA

by Aaron Pettinari

...


PENTITI

PENTITI

by Luca Tescaroli

...

IL GRIFONE

IL GRIFONE

by Nicola Gratteri, Antonio Nicaso

...


AL DI SOPRA DELLA LEGGE

AL DI SOPRA DELLA LEGGE

by Sebastiano Ardita

...

COLLUSI

COLLUSI

by Nino Di Matteo, Salvo Palazzolo

...


Libri in primo piano

CINQUANT'ANNI DI MAFIA

CINQUANT'ANNI DI MAFIA

by Saverio Lodato

...

IL COLPO DI SPUGNA

IL COLPO DI SPUGNA

by Nino Di Matteo, Saverio Lodato

...

IL PATTO SPORCO E IL SILENZIO

IL PATTO SPORCO E IL SILENZIO

by Nino Di Matteo, Saverio Lodato

...

I NEMICI DELLA GIUSTIZIA

I NEMICI DELLA GIUSTIZIA

by Nino Di Matteo, Saverio Lodato

...


ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy

Stock Photos provided by our partner Depositphotos