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Casa del Sole / Giulietto Chiesa

mori-mario-webSi terrà il prossimo 9 dicembre a Palermo l'udienza del processo che vede imputati l'ex-capo del Ros Mario Mori assieme all'ex-colonnello Mauro Obinu per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra a causa del mancato arresto di Bernardo Provenzano nel 1995.

Nell'occasione verrano contestate le due nuove circostanze aggravanti ipotizzate dall'accusa rappresentata dai pm Antonio Ingroia e Nino Di Matteo nell'ultima udienza.

In particolare a Mario Mori è stato contestato di non aver arrestato Provenzano "per assicurare a se e ad altri il prodotto dei reati di cui agli articoli 338, 339, 110 e 416 bis, per i quali si procede separatamente".

In pratica il procedimento è stato incrociato con l'indagine, ancora in corso, sulla trattativa che vede indagati dalla procura di Palermo sia il colonnello del Ros che il suo braccio destro Giuseppe De Donno per attentato a corpo politico dello Stato, più i boss mafiosi Totò Riina, Bernardo Provenzano e Nino Cinà che insieme ad altri soggetti – i cui nomi sono tuttora coperti da segreto – sono accusati di associazione mafiosa.

Secondo l'accusa quindi in cambio della cessazione della strategia stragista sarebbero stati garantiti da pezzi dello Stato benefici di varia natura a Cosa Nostra. E la stessa latitanza di Provenzano - garantita anche dal fallito blitz di Mezzojuso - sarebbe stata possibile proprio perché il boss era il garante mafioso dell'accordo tra l'associazione criminale e rappresentanti dello Stato.

I giudici palermitani hanno poi contestato sia a Mori che ad Obinu l'aggravante di aver commesso il fatto violando i doveri relativi alla pubblica funzione che ricoprivano.

Inoltre, la procura chiederà l'acquisizione dei verbali depositati con le dichiarazioni dell'ex capo del Dap Ardita e della vedova Borsellino. una volta sentita la difesa degli imputati, il tribunale deciderà sulle nuove prove.

 

 

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