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dai-memoriali-calcara-entita-borsellinoStoria di un pentito di mafia - bookstock village presentazione del libro Dai memoriali di Vincenzo Calcara: le cinque entità rivelate a Paolo Borsellino
Giovedì 8 maggio, ore 19.30 Spazio Book.
Partecipanti: Salvatore Borsellino, Vincenzo Calcara, Simona Mazza, Pietro Orlandi e Gian Luca Muglia.
La vera storia di uno dei più attendibili pentiti di Mafia, collaboratore del Giudice Borsellino: Vincenzo Calcara, l'uomo “riservato” della famiglia Messina Denaro cui era stato affidato il compito di uccidere Borsellino.
Salone Internazionale del Libro di Torino

Dal 14 Maggio in libreria

Una storia avvincente e scioccante, in cui personaggi e fatti che hanno segnato il destino della nostra Repubblica , vengono narrati sotto spoglie inimmaginabili

La vera storia di uno dei più attendibili pentiti di Mafia, nonché fedele collaboratore del giudice Paolo Borsellino, Vincenzo Calcara. Calcara era l’uomo” riservato” della famiglia Messina Denaro di Castelvetrano, cui era stato affidato il compito di uccidere il giudice quando era procuratore aggiunto a Marsala. Al Pm aveva rivelato l’esistenza di 5 Entità, fulcro del libro, che egli aveva poi opportunamente appuntato nella famosa Agenda Rossa (sparita dopo la strage di Via D’Amelio). Si tratta di un lavoro di grande impatto per le vicende e i nomi in esso contenuti, circostanze che solo oggi possono essere rivelate, vuoi perché i tempi sono cambiati, vuoi perché alcuni dei protagonisti sono deceduti.

Anche il numero due in Senato Pietro Grasso, in un articolo riportato sul libro, ha posto l’accento sulla preziosa testimonianza offerta da Calcara in merito all’esistenza delle 5 Entità (Mafia,’ndrangheta, Massoneria, Servizi segreti deviati, Chiesa): forze occulte che hanno da sempre deciso l’assetto politico e finanziario dell’Italia. Ma non è il solo ad avvalorarne la credibilità. Anche Rosario Priore e Almerighi, dopo Borsellino ne hanno sostenute le tesi, come si può riscontrare da innumerevoli sentenze.

Il libro ripercorre cronologicamente la vita di Calcara. Si comincia dall’infanzia a Castelvetrano, città dove morì Giuliano e sede della famiglia più potente del trapanese, i Messina Denaro, per poi parlare dell’iniziazione alla Massoneria, dell’ingresso a Cosa Nostra, fino a comprendere ed abbracciare episodi salienti della storia della Prima Repubblica, tutti rigorosamente vissuti da Calcara, (o a lui narrati in prima persona dal Padrino) e comprovati da diverse sentenze.

Alcuni degli argomenti trattati: 1) Attentato a Giovanni Paolo II- Calcara aveva in custodia i turchi (uno di essi era Ali Agca) e fu fotografato in piazza S. Pietro con la spia russa Antonov (Processo 17482 “Dossier Mitrokin”, giudice Rosario Priore.) 2) Papa Luciani: chi e perché avrebbe voluto la sua morte. 3) Caso Calvi (Vincenzo era presente alla riunione in cui si decise di uccidere l’uomo). 4) Riunioni mafiose con l’imprenditore della droga Michele Lucchese, Andreotti, Marcinkus, notaio Albano (il tramite fra la mafia e la Chiesa) ed altri uomini eccellenti. Una di esse, nata con l’obiettivo di rapire 5 uomini “eccellenti” (forse in vista di un colpo di Stato), finì con una sparatoria. Vincenzo Calcara uccise un uomo, nel tentativo di salvare la vita ad Andreotti. 5) Il Viaggio in Calabria per trasportare droga e ricevere in cambio Kalansikov e tritolo per l’attentato mafioso al giudice. 6) Esperienze di carcere e latitanza, fino allo storico incontro con Paolo Borsellino, uno dei tantissimi, e la decisione di collaborare con la giustizia. 7) Il rapporto fra Vincenzo Calcara e la famiglia Borsellino, in particolare la vedova del giudice, Agnese Piraino Leto, che ha portato avanti la nobile opera di “recupero” del collaboratore di giustizia, il quale oggi vive dei proventi della sua terra, aiutato sempre e comunque dalla famiglia del giudice. 8) Gli incontri di legalità e giustizia che vedono Calcara perennemente impegnato nella lotta alla mafia, insieme a personaggi di spicco, tra cui Antonio Ingroia. 9) Il libro termina con il funerale di Agnese Borsellino. Calcara per l’occasione ha portato la bara a spalla e ha dormito nella casa del suo amatissimo Giudice in Via Cilea, per volere dei familiari.

L’introduzione del libro è stata affidata all’ingegner Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso e leader delle Agende Rosse, oltre che padrino di cresima delle figlie di Calcara. Nel suo sito 19luglio.1991, Salvatore Borsellino ha lungamente parlato del pentito e pubblicato i suoi memoriali in forma ridotta. L’opera contiene inoltre una lettera aperta che Manfrdi Borsellino, (figlio del Giudice), ha scritto a Vincenzo Calcara a seguito di un episodio increscioso accaduto durante un incontro sulla legalità con Ingroia a Castelvetrano e una dedica di Luigi Furitano, criminologo impegnato nel processo Borsellino Quater e nipote di Agnese Piraino Leto (vedova Borsellino). La copertina e le illustrazioni all’interno sono state realizzate dal maestro Gaetano Porcasi, che da anni è impegnato nella pittura di denuncia alla mafia. Si tratta di un lavoro corposo e complesso, ma al tempo stesso la lettura risulta molto fluida ed eccitante, visti i contenuti.

Simona Mazza, autrice del romanzo storico “Carta Carbone” è nata a Noto (SR), ma vive a Roma dal 1990 dove ha frequentato l’Accademia Internazionale d’Alta Moda e Storia del Costume Koefia. Dopo il Master presso Fidm (Fashion Institute of design & merchandising) di Los Angeles, si è dedicata al settore moda fino al 2003. Dal 1990 si occupa di giornalismo free lance, inizialmente collaborando per i servizi stampa dell’Alta Moda Romana.
Dal 2011 è redattore della pagina politica su giornali in rete e riviste politiche di sinistra e dal 2013 scrive di mafia e politica sul quotidiano online Inlibertà.it, che le ha dedicato la pagina “Reportage”. Coltiva altre arti, quali pittura e canto (scrive testi e canta musica soul); sportivissima, appassionata di lingue (ne studia sette), ma soprattutto tenace militante del Prc e membro di varie Associazioni antimafia.

Tratto da: lavalledeitempli.net

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