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20201217 40 anni di mafia 1150 hp

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Casa del Sole / Giulietto Chiesa

Caro Fabio,
ti ringraziamo per la tua lettera, ma ribadiamo quanto abbiamo scritto. Da parte nostra non c’è stato  alcun fine di isolare o sovresporre Gioacchino Genchi. Per scrivere il nostro punto di vista ci siamo basati essenzialmente su un rapporto di amicizia che impone la chiarezza quando non si è d’accordo su determinate scelte. La storia di Genchi non è quella di una persona comune che a un certo punto della propria vita decide di fare l’avvocato dopo aver subito un torto. Gioacchino ha risposto alla gravissima ingiustizia subita con un atto che suona come una vendetta nei confronti dello Stato. E’ ovvio che Genchi ha tutto il diritto di esercitare la professione di avvocato e non abbiamo il minino dubbio che lo farà con la massima correttezza. Ma la questione riguarda la scelta della persona da difendere a fronte del proprio vissuto professionale. Qui non si tratta di togliere o meno il saluto alla quasi totalità dell’avvocatura e della magistratura italiane per coerenza o senso delle proporzioni. A noi preme difendere i singoli uomini “giusti” che cercano la verità, siano essi all’interno dell’avvocatura o della magistratura. Ci interessano loro, non le varie “caste” di una o dell’altra categoria. In questi anni siamo sempre stati molto critici con i vertici del Csm e con quelli dell’Anm per alcune loro prese di posizione in antitesi con una corretta amministrazione della giustizia e con la tutela dei magistrati più esposti. Più di dieci giorni fa abbiamo spiegato a Gioacchino Genchi (di presenza nel suo ufficio) le motivazioni del nostro disaccordo sulla sua scelta di difendere Di Vincenzo che vertono unicamente sul piano etico-morale. Ma le sue risposte non sono state esaurienti. Ed è stato lo stesso Gioacchino a scegliere di rendere pubblico il fatto di avere ricevuto le nostre critiche.
Caro Fabio siamo realmente onorati della tua amicizia e del fatto di essere difesi da un avvocato come te che fa della propria professione una causa di vita a favore della giustizia. Da parte nostra crediamo però che la causa di vita per la giustizia si regga su valori sacrosanti che non possono essere messi in discussione.

Con stima immutata.
Giorgio Bongiovanni
Lorenzo Baldo

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