Il grido di Alex Zanotelli
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di Lorenzo Baldo
Urbino, 17 aprile 2008. Padre Alex Zanotelli è stato il protagonista di un incontro organizzato dalle suore Clarisse al Monastero Santa Chiara. Un incontro dove il grido di questo missionario comboniano, che attualmente opera nel quartiere Sanità di Napoli, si è fatto sentire prepotentemente. Padre Alex ha spiegato schiettamente la sua teoria: ragionare partendo dal “globale” per arrivare al “locale”, solamente così si può comprendere come tutto sia collegato, come ogni cosa che subiamo nel piccolo sia frutto di un disegno molto più grande. Un disegno nel quale il potere economico e finanziario manovra quello politico a discapito di milioni di esseri umani. Sfilano uno dietro l’altro i disastri di quella che Alex definisce “economia criminale”. L’urgenza di quest’uomo viene motivata dal precipitarsi degli eventi a livello mondiale. Una seconda bomba atomica è pronta ad esplodere: la “collera dei poveri”. Si sofferma ad affrontare la questione gravosa dei biocarburanti, i carburanti derivati direttamente da prodotti agricoli: bioetanolo e biodiesel che stanno incidendo pesantemente sulla vita di milioni di esseri di umani. “ Le vedete in questi giorni le rivolte per il pane? Vi chiedete da dove scaturiscono?”. L’argomento è scottante ed è collegato all’iniziativa internazionale per scuotere la comunità internazionale e chiedere l’immediato annullamento del debito di 36 paesi del sud del mondo: un digiuno globale di 36 giorni che si concluderà il 18 maggio a Birmingham, in Inghilterra. “Sono scoppiate rivolte popolari ad Haiti come in Indonesia, in Egitto come in Camerun, in Marocco come in Burkina Faso, in Tunisia come in Costa D’Avorio. La tensione sociale sale in proporzione ai prezzi dei generi alimentari in molti paesi asiatici, dal Pakistan alle Filippine. Secondo dati della Banca Mondiale, dal 2005 al 2007 il grano è aumentato del 70%, i cereali dell’80% e i prodotti caseari del 90%. “L’ inflazione globale - ha detto il direttore generale della Fao, Jacques Diouf – non dipende solo da elementi contingenti, ma da fattori strutturali; se il cosiddetto Nord del mondo non cambierà modello di sviluppo, la bolletta per i cereali nei paesi poveri continuerà a crescere”. Si tratta infatti di fattori strutturali: la ‘finanziarizzazione dell’economia’, l’inflazione galoppante, il pesante debito che grava sulle spalle dei poveri, l’ascesa dei prezzi del petrolio e soprattutto, ora, la scelta dei biocarburanti. Quest’ultima è particolarmente grave. Tanti paesi del Sud metteranno ancora a disposizione milioni di ettari di terreni buoni, togliendoli alla produzione di cibo, che andrà sempre più scarseggiando: 14 milioni di ettari in Brasile, 120 milioni in India, 370 milioni in Africa per i biocarburanti. Le scorte alimentari- afferma la FAO - sono al livello più basso da 25 anni a questa parte. E in compenso il prezzo di tali generi continuerà a salire. Per cui i poveri avranno sempre meno cibo e a prezzi sempre più alti. <<Un nuovo tipo di fame urbana - ha detto un esponente del Programma Alimentare Mondiale - per cui vediamo cibo sugli scaffali e gente che non può comprare>>. Tutto questo perché il mondo ricco non vuole assolutamente rimettere in discussione il proprio sistema economico, il proprio stile di vita. Chi ne pagherà le conseguenze saranno sempre i poveri. Che aumenteranno spaventosamente. A questo bisogna aggiungere i cambiamenti climatici che faranno aumentare alluvioni e siccità che renderanno ancora più precaria la produzione di cibo”. Nell’arco di oltre 2 ore Padre Alex affronta i temi più scabrosi: il traffico di rifiuti tossici radioattivi nel nostro paese, l’implicazione delle mafie e dei servizi segreti in questi traffici, l’aumento vertiginoso dei tumori nelle zone di stoccaggio illegale di questi rifiuti, fino al coinvolgimento politico in tutto questo. E ancora: lo strapotere delle banche nel traffico di armi, l’indifferenza generale della stragrande maggioranza delle persone, l’imbarbarimento della società, la possibilità di cambiare lo stato delle cose attraverso un consumo critico, attraverso una coscienza critica, l’abolizione dell’utilizzo della plastica, il risparmio idrico quotidiano e via dicendo. E proprio in merito alla mercificazione e privatizzazione dell’acqua Padre Alex non si risparmia. “L’acqua è ormai l’oro blu del futuro che sostituirà l’oro nero – sottolinea Zanotelli – la banca Fideuram lo sa bene: vale più un litro di acqua che uno di petrolio! Senza petrolio possiamo vivere, senza acqua no. Le grandi multinazionali dell’acqua stanno mettendo le mani sul bene più prezioso dell’umanità. Loro sanno che è già scarsa oggi e che andrà scarseggiando. Di tutta l’acqua, solo il 3% è potabile. Di questo 3%, il 2,70% è usato nell’agricoltura e nell’industria. Ma perché utilizzare questa acqua e non quella piovana quando piove o le acque scure. Ci rimane solo lo 0,30% dell’acqua su cui c’è già una pressione enorme (ricordiamoci che il 20% ricco consuma l’87% dell’acqua potabile e che 1 miliardo e 400 milioni di poveri non hanno accesso all’acqua). Una pressione che andrà aumentando nel prossimo futuro. La temperatura mondiale, per l’effetto serra, crescerà al minimo di due centigradi. Gli scienziati ci dicono che basta 1.5 centigradi in più per sciogliere nevai e ghiacciai. Salteranno così le fonti idriche. L’acqua sarà sempre più scarsa. Ecco perché le multinazionali ci stanno mettendo le mani sopra. Dobbiamo avere il coraggio di dire no a questa logica. È chiaro che se noi l’accettiamo, vuol dire un altro peso insopportabile sulle classi deboli (100% aumento della bolletta e tagli dell’acqua se non si paga!) e sui poveri del mondo (avremo centinaia di milioni che moriranno di sete nel sud del mondo!). Padre Alex è amareggiato quando ricorda che l’11% della popolazione mondiale sfrutta l’88% delle risorse mondiali, una vera e propria Apocalisse, un “grido della Terra”. “Ma perché dopo 5000 anni non siamo ancora stanchi dell’Impero? - chiede Alex a bruciapelo - Gli imperi ci portano alla morte... ci schiacciano. 3000 miliardi di dollari il costo della guerra in Irak solo agli Stati Uniti... tutto questo per difendere lo stile di vita di quell’11%. Ecco la sfida: bisogna passare dall’Impero alla Comunità! Non abbattiamoci... ce la possiamo fare! Io ho l’impressione che nella razza umana ci sia una forza, una volontà che va oltre la morte, una voglia di vivere... Il silenzio che abbiamo di Dio in questo periodo e che è spaventoso è proprio un invito a prenderci le nostre responsabilità! Mai come quando Dio è così in silenzio nasce la responsabilità umana. Qui si tratta dell’impegno comune per credenti e non credenti, nella massima apertura a tutte le esperienze religiose. A coloro che dicono di non credere dico che si impegnino perché vinca la vita! Ai credenti dico: vivete impegnandoti perché vinca la vostra fede!”.
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