Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Back Sei qui: Rubriche Saverio Lodato Hiroshima e il Coronavirus

Hiroshima e il Coronavirus

di Saverio Lodato
E’ talmente tanta la confusione sotto il cielo, come diceva, leccandosi i baffi, il vecchio Mao Tse Tung, che, al sessantesimo(?), settantesimo(?) giorno di Coronavirus, qualcuno sta finalmente riscoprendo i “bassi” napoletani. Sì, proprio quelli di cui parlavano Matilde Serao e Edoardo De Filippo, Scarpetta e Totò.
A arrivare per primo, anche se adelante con molto Juicio, è stata oggi Repubblica on line che pubblica un bel reportage del fotografo Riccardo Siano, sui Quartieri Spagnoli napoletani, che contiene una sua morale della favola: “Vivere in 20 metri quadrati fronte strada, in cinque, sei, otto persone, non è facile”. Già. C’era da sospettarlo.
Stiamo incollati alle tv in attesa che ci vengano lanciate perle di saggezza- etica, estetica, politica, culturale, alimentare, gastronomica, ambientalistica, economica, scolastica, ginnica e sportiva, religiosa, scientifica, giudiziaria, eccetera, eccetera- che ci indichino la via della Virtù. E anche della sopravvivenza e della guarigione, che non guasterebbero.
E si sente spesso ripetere, in questi giorni, che ne usciremo diversi, più buoni, più altruisti, meno egoisti, insomma: più generosi.
Niente sarà più come prima, è diventato un mantra.
Fosse vero.
Fosse vero, ci sarebbe del bello, in questa tragedia collettiva.
Fosse vero, saremmo alla vigilia di una nuova era dell’umanità.
Fosse vero, ci staremmo finalmente dirigendo verso un pianeta senza armi né conflitti. Verso un bel pianeta, degno di essere vissuto e visitato.
Chissà che riscoprire i bassi napoletani, come oggi fa Repubblica, non sia che la cruna dell’ago dalla quale dobbiamo tutti passare per prendere finalmente coscienza del mondo abbietto che abbiamo costruito.
L’importante è cominciare, da qualche parte, si dice.
E allora, ci permettiamo di aggiungere, sarebbe bello che chi guarda la tv, in attesa di perle di “saggezza”, potesse anche vedere, almeno in tempo di contagio, qual è il volto della povertà italiana. Vedere con gli occhi, toccare con mano, entrare dentro; non solo alludere alla povertà, parlando d’altro.
Sarebbe altrettanto bello che i volti di certi mestatori scomparissero, saltando almeno questo giro di giorni calamitosi, insieme a certe trasmissioni e certi palinsesti.
Vasto programma, verrebbe da dire.
Come sarebbe molto bello se ci fosse anche una legge, molto severa, molto dura, quasi spietata, ma legge di quelle che si fanno in tempi di guerra, che proibisse, nelle pubblicità, qualsiasi riferimento al Coronavirus. Potremmo elencare decine di casi di pubblicità, tutti sconcertanti, perché cercano di accalappiare, presentandosi con un volto umano e rassicurante, il povero spettatore.
Ma di queste pubblicità dell’assurdo, ce n’è una che, almeno per ora, le batte tutte: è quella della Mazda, la casa giapponese produttrice di automobili, la quale ci ricorda che: “ai tempi di Hiroshima, noi c’eravamo. E ne siamo usciti più forti di prima”. E poco importa se chi l’ha pensata aveva le migliori intenzioni di questo mondo.
Speculare sull’orrore, è forse questa l’ultima carta di una logica esasperatamente rivolta al profitto? Parrebbe di sì.
Ma è proprio in quel mondo così atavico, seppur tanto vicino, di atroci sofferenze per l’umanità - il famigerato Secolo Breve - che, con il permesso della Mazda, non vorremmo mai più ripiombare. Basta un minuto di pubblicità come quella a cancellare ore e ore televisive di “perle” di saggezza. E’ difficile da capire?

📫 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

🖋 La rubrica di Saverio Lodato

Le recensioni di AntimafiaDuemila

LA NOTTE DELLA CIVETTA

LA NOTTE DELLA CIVETTA

by Piero Melati

Leonardo Sciascia pubblicò "Il giorno della civetta" nel...

INTORNO A PEPPINO

INTORNO A PEPPINO

by Salvo Vitale

Peppino Impastato, assassinato a trent'anni dai mafiosi di...


LA SCOPERTA DI COSA NOSTRA

LA SCOPERTA DI COSA NOSTRA

by Gabriele Santoro

Questa è la storia di un mafioso e...

PAPA FRANCESCO. LA DITTATURA DELL'ECONOMIA

PAPA FRANCESCO. LA DITTATURA DELL'ECONOMIA

edited by Ugo Mattei

"Così come il comandamento 'non uccidere' pone un...


COSA NOSTRA S.P.A.

COSA NOSTRA S.P.A.

by Sebastiano Ardita

Nell'ultimo libro di Sebastiano Ardita il ritratto della...

LO STATO ILLEGALE

LO STATO ILLEGALE

by Gian Carlo Caselli, Guido Lo Forte

La mafia è storia di un intreccio osceno...


HO UCCISO GIOVANNI FALCONE

HO UCCISO GIOVANNI FALCONE

by Saverio Lodato

La confessione di Giovanni Brusca Il pentito della trattativa...

LA MAFIA HA VINTO

LA MAFIA HA VINTO

by Saverio Lodato

La mafia ha vinto, le rivelazioni di Buscetta...


Libri in primo piano

il patto sporcoNino Di Matteo e Saverio Lodato

IL PATTO SPORCO

Il processo Stato-Mafia nel racconto di un suo protagonista




avanti mafia
Saverio Lodato

AVANTI MAFIA!

Perché le Mafie hanno vinto





collusi homeNino Di Matteo e Salvo Palazzolo

COLLUSI
Perché politici, uomini delle istituzioni e manager continuano
a trattare con la mafia




quarantanni di mafia aggSaverio Lodato

QUARANT'ANNI DI MAFIA
Storia di una guerra infinitaa
Edizione aggiornata
Il processo per la Trattativa