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L'Europa, Voltaire e la mafia

di Saverio Lodato
Io non condivido la tua scelta di trafficare in eroina, cocaina, stupefacenti d’ogni tipo, armi, esseri umani; di appropriarti indebitamente del danaro pubblico che non è tuo; soffocare i diritti degli altri, sfregiando, in una parola, gli elementari principi della democrazia e della convivenza civile; appartenere a una o più organizzazioni segrete, si chiamino esse Mafia, 'Ndrangheta, Camorra, Sacra Corona Unita, Massoneria, per perseguire, costi quel che costi, lo scopo del tuo arricchimento illecito.
Io non condivido la tua scelta, se mai dovessi incontrare ostacolo ai tuoi progetti criminali da parte di volenterosi, e magari isolati, isolatissimi, rappresentanti dello Stato, di mettere mano alle armi per sbarazzarti degli ostacoli incontrati sul tuo cammino.
Va da sé, per tutto quanto detto sin qui, che non condivido la tua scelta di far brillare il tritolo, sventrare i palazzi e le autostrade, fare a pezzi i giudici simbolo, come facesti con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, e decine e decine di uomini in divisa, carabinieri e poliziotti, e uomini politici controcorrente, e giornalisti e imprenditori e sacerdoti colpevoli di volerti sbarrare la strada. La penso diversamente da te. Ma chi sono io per giudicarti?
Non condivido neanche la tua scelta, ci mancherebbe altro, di inquinare i processi, ammazzare testimoni e collaboratori, corrompere funzionari dello Stato, falsificare le prove con la complicità di chi invece dovrebbe stare dall’altra parte. E il tutto nella speranza di farla franca, di ottenere il ribaltamento di sentenze che ti stanno strette, di tornare a vivere come uccel di bosco.
Né mi sognerei mai di criticarti per avere Trattato, a suon di bombe, con uomini politici, delle istituzioni, o ufficiali dei carabinieri. Cosa che hai fatto sempre e continui imperterrito a fare.
E saprei continuare, per farti capire come io non condivida nulla delle tue idee, ancor prima delle tue scelte.
Ma c’è una altra cosa che devi sapere e che voglio che tu sappia.
Mi batterò sino alla fine affinché tu abbia il pieno diritto di vivere la tua vita, senza rinunciare al fardello delle tue idee, delle tue scelte (lo ripeto: che non condivido); mi batterò sino alla fine perché tu non sia gravato da “condanne ostative”, come adesso chiamano l’ergastolo.
Mi batterò sino alla fine perché tu possa beneficiare, come tutti gli altri detenuti di questo mondo, e da che mondo e mondo, del “diritto al lavoro”, dentro e persino fuori dalla galera; di “vacanze premio” per andare a rivedere tua moglie, i tuoi figli, i nipotini, perché al cuore non si comanda; di vere e proprie misure alternative al carcere. Ti ricordi quando Silvio Berlusconi fu mandato a raccontare barzellette negli ospizi? L’idea, anche per te, sarebbe un po’ quella.
So cosa stai pensando.
Che ancora non ti basta, perché temi la richiesta di una contropartita da parte dello Stato.
Allora voglio tranquillizzarti sino in fondo.
Non aver paura.
Nessuno ti chiederà di pentirti e collaborare con la giustizia.
Nessuno di chiederà di disertare dalla tua organizzazione segreta di appartenenza. Magari si potrà vedere se, nei giorni pari, o in quelli dispari, ti potrà essere riconosciuto anche il diritto di fare una capatina al tuo club di appartenenza per tornare a vedere i vecchi amici di un tempo.
Nessuno ti chiederà mai di rinnegare le idee e le scelte criminali che hanno plasmato sin qui la tua intera esistenza.
Se non lo avessi capito, siamo entrati nel terzo millennio. E’ il garantismo, bellezza.
Viviamo nell’Europa dei diritti e delle opportunità.
Martedì si riunirà la Grande Camera della Corte Europea dei diritti dell’Uomo (Cedu).
Al centro della discussione ci sarà proprio il tuo diritto di mafioso ad avere sino in fondo le tue idee, facendo in piena tranquillità le tue scelte (idee e scelte - te lo ripeto - che non condivido) senza per ciò dovere pagare - e chissà mai perché - dazi supplementari.
Chiama subito i tuoi avvocati e invitali a presentare i loro ricorsi: ci sono altissime probabilità che anche per te si spalanchino molto presto le porte del carcere.
Dall’aldilà dell’immortalità, i Giovanni Falcone e i Paolo Borsellino vanno e vengono.
Solo il mio, il nostro Voltaire - quello di tutti noi Garantisti (e siamo tantissimi) -, è immortale.

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🖋 La rubrica di Saverio Lodato

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