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Silvio Berlusconi e Matteo Salvini, cane non mangia cane

berlusconi silvio e matteo salvini c imagoeconomicadi Saverio Lodato
Berlusconi la Materia la conosce.
Avvisi di garanzia e richieste di autorizzazione a procedere, intercettazioni telefoniche e ambientali, indagini patrimoniali e accertamenti bancari, rinvii a giudizio e prescrizioni, condanne, cumuli di pene, sconti di pene, assegnazione ai servizi sociali, fatta eccezione per la galera e le manette, si può dire che non siano molte le pagine dei codici, civile e penale, alle quali, per un ventennio, è rimasto estraneo. Per lui è sempre stato pane quotidiano.
In questo senso, la Materia la conosce.
Con ogni probabilità, infatti, è fra i cittadini italiani che hanno avuto a che fare con il maggior numero di giudici naturali. Certo. Per quello che le statistiche possono valere, e Trilussa lo spiegò mirabilmente con l’apologo del “pollo”..., laddove il totale dei polli “mangiati dalla popolazione”, statisticamente, dava un pollo a testa, mentre era vero che se alcuni cittadini non lo mangiavano per niente, altri ne mangiavano due…
Insomma, solo per dire che, per quanto i guai giudiziari di Berlusconi abbiano provocato un’impennata nelle statistiche della popolazione, tantissimi restano gli italiani per bene che con la Giustizia non hanno mai avuto a che vedere…
Ci sembra dunque assolutamente comprensibile che, nel corso della sua esistenza, Berlusconi abbia finito con l’affinare una sensibilità innata, trasmessagli dal papà - come lui stesso raccontava quando ancora non era diventato lo Statista che è oggi - che gli spiegava che nella vita, per diventare pubblico ministero, occorreva essere dotati di una “perversione” patologica.
Tant’è che Lui, diventato più grandicello, chioserà: “i pubblici ministeri sono matti, antropologicamente diversi dal resto della razza umana”.
Berlusconi è come gli Indiani d’America, ai quali bastava accostare l’orecchio al suolo della prateria, per sentire l’arrivo del Settimo Cavalleggeri. In altre parole, della giustizia sente il fumo in arrivo, ancor prima dell’arrosto. Ed è, altrettanto comprensibilmente, pronto a metter mano alla fondina.
Gli è bastato che Luigi Patronaggio, procuratore capo ad Agrigento, iscrivesse Matteo Salvini nel registro degli indagati per la vicenda della nave Diciotti, per scagliarsi lancia in resta al fianco del “sospettato” Salvini.
Con queste parole: “Esprimo la mia vicinanza a Matteo Salvini, la cui assurda e inconsistente vicenda giudiziaria non potrà che essere a Lui favorevole”.
E in sovrappiù: “Ancora una volta l’Autorità Giudiziaria è intervenuta su una vicenda esclusivamente politica su cui non dovrebbe minimamente interferire”. Insomma.
Sappiate che se la Giustizia sospetta, di qualcuno di voi, che siete un acclarato delinquente, e vuol vederci chiaro con gli strumenti della Legge, Berlusconi non si tira indietro.
C’è, c’è sempre stato, e ci sarà sempre.
Al vostro fianco, s’intende.
Ed è una garanzia per tutti, anche per chi delinque, o un giorno potrebbe delinquere, o per chi è solo “in odor di manette”...
Perché da che mondo è mondo, Cane non mangia Cane.

Foto © Imagoeconomica

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