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Una domanda a Paola Severino e a Raffaele Cantone. E la risposta di Cantone

severino cantone minzolinidi Saverio Lodato
Cara signora Paola Severino, c’è una legge a sua firma della quale si parla molto in questi giorni e che molti vorrebbero mettere in discussione.
Cosa pensa del caso del giornalista Augusto Minzolini “salvato” dal voto del Senato, nonostante rientrasse in pieno nella fattispecie prevista dalla sua legge? Lo chiediamo a Lei che è stata ministro della Giustizia nel governo Monti.
E che ne pensa Lei, dottor Raffale Cantone, presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione?
Restiamo in attesa di una Vostra cortese risposta.*


* Gentile redazione di Antimafia 2000,
rispondo con piacere alla vostra richiesta di esprimermi sul caso Minzolini e il dibattito relativo alla possibile modifica della legge Severino, due vicende fra loro interconnesse su cui mi è già capitato di esprimermi pubblicamente nei giorni scorsi.
Quale componente della commissione, istituita dall’allora ministro Filippo Patroni Griffi, che elaborò alcune delle proposte poi incluse nella legge 190/2012, continuo a ritenere che quel provvedimento contenga un giusto criterio che attua l’articolo 54 della Costituzione: il dovere, per chi ricopre cariche pubbliche, di adempierle “con disciplina e onore”. Sotto questo profilo, mi pare indubbio che chi è condannato per fatti di una certa gravità sia inidoneo a svolgere la funzione più importante che c’è, ovvero la rappresentanza parlamentare.
A prescindere dalle doglianze espresse dal senatore Minzolini e dalle vicende specifiche del processo, rilevo con preoccupazione che quanto avvenuto in Senato rappresenti un precedente particolarmente pericoloso. L’interpretazione dei propri poteri che l’Assemblea di Palazzo Madama ha dato è infatti talmente ampia da mettere in discussione perfino una sentenza passata in giudicato, facendo così apparire il Parlamento come un quarto grado di giudizio precluso ai comuni cittadini.
Mi pare evidente che le questioni che riguardano un processo debbano essere risolte esclusivamente all’interno del processo e che non si debbano utilizzare forme di giurisdizione domestica per aggirare le norme che valgono per tutti, in palese contrasto con quello che è il principio generale di uguaglianza stabilito dalla Costituzione. Ovviamente il Parlamento è sovrano e libero di modificare la legge Severino e i presupposti necessari a definire la decadenza dalle cariche pubbliche, ma fino ad allora la legge va rispettata per quello che prevede e soprattutto, come si legge nelle aule di giustizia, dev’essere uguale per tutti.

Cordiali saluti

Raffaele Cantone
24 marzo 2017


Ringraziamo il dott. Raffaele Cantone per la cortese e sollecita risposta le cui parole condividiamo in pieno.
Restiamo in attesa della risposta della signora Paola Severino.
S.L.


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