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Nicola Tranfaglia

Doccia fredda Istat sulla crescita

tranfaglia nicola web6di Nicola Tranfaglia
Bisognava aspettare la giornata di giovedì 2 settembre per capire se il Pil italiano era cresciuto oppure no nel secondo trimestre del 2016. L'Istituto nazionale di Statistica ha confermato che il Prodotto interno lordo è rimasto fermo dal 2015 al 2016 a differenza di quel che si aspettavano il governo e il ministero retto da Padoan dell'Economia e delle Finanze.

Ha tuttavia rivisto al rialzo la variazione rispetto al secondo trimestre del 2015:l'economia si è espansa dell'0,8% contro il + 0,7% indicato il 12 agosto scorso. A questo punto la crescita acquisita per il 2016-quella che si verificherebbe se l'anno terminasse senza altre variazioni-è dell 0,7.Anche in questo caso si tratta di un leggero rialzo dal + 0,6% precedente.
Il ministro Padoansi è limitato a poche battute:"Il Pil è in crescita.Questo è il mio commento." E ha poi assicurato che  la prossima legge di Bilancio avrà "spazi e risorse disponibili per la crescita mentre il deficit /Pil continuerà il percorso di discesa avviato. In effetti, ((+spiegano oggi dall'Istituto, alla voce dei servizi si è registrata una dinamica positiva(+o,2%) capace di azzerare il netto calo dell'industria in senso stretto(-0,8%) ma ha un peso minore dei servizi alle imprese(+0,5%) ma non sufficiente per andare oltre. Anche all'interno dei servizi, come storicamente accade, i ritmi di marcia non sono uguali per tutti :tra i grandi settori tirano Commercio, trasporto e alloggio (con legami al turismo +0,4%) e quello dei servizi alle imprese(+O,5%) Male invece l'andamento di banche e assicurazioni e dell'altra grande voce Pubblica Amministrazione, difesa, istruzione e sanità.(+0,2). Insomma si può pensare che alla fine dell'anno si arriverà,se va tutto bene,al +0,9 % come pensa da tempo il FMI piuttosto che all'1,2% come è  scritto nel Documento del governo che ha preceduto l'ormai attesa legge di Bilancio.

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