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Nicola Tranfaglia

''Inchino'' a Corleone. Un segno inequivocabile

tranfaglia nicola web5di Nicola Tranfaglia
Ho letto su un quotidiano proprio ieri, 5 giugno 2016, ritornando dal voto amministrativo, l’articolo che un quotidiano romano che ha dedicato alla processione religiosa che si è fermata davanti alla casa di Ninetta Bagarella moglie del capo dei capi Salvatore Riina e gli officianti hanno fatto un inchino davanti  a quella casa. La processione che si ferma al numero civico di via Scorsone 24 di Corleone, provincia di Palermo, è qualcosa di più di uno dei tanti riguardi che in quella terra, e non solo, si fanno alle mogli, ai ai padri o ai figli di un boss. Perché Corleone è la patria della fazione che è andata all’inizio degli anni Ottanta al potere di Cosa Nostra. Ninetta Bagarella è troppo diversa dalle altre first lady di camorra o di 'ndrangheta. Il marito che è capo dei capi di Cosa nostra, il fratello Leoluca che è diventato il suo sicario più fidato, il fratello Calogero morto nella sparatoria di quella strage di viale Lazio che ha segnato un confine tra Palermo prima e dopo. E i figli maschi. Uno, Giovanni, ergastolano da quando aveva meno di trent’anni. Salvuccio che due mesi fa si è esibito nel salotto politico di Bruno Vespa a parlare della sua famiglia e degli “insegnamenti” di suo padre.  Iddizi e il ritorno prepotente dei Riina di Corleone sulla scena mafiosa. E subito il vescovo di Monreale (nella cui diocesi si trova Corleone come anche il convento della Madonna di Tagliavia che appartiene al vescovado ma è sempre stato di fatto controllato dai boss di Corleone) sente il bisogno di dichiarare che il nuovo inchino di una processione cattolica davanti alla casa della Bagarella è un fatto grave per la comunità locale e che è il caso di stilare dei protocolli in modo da evitare manifestazioni del genere. E non c’è dubbio per chi conosce il fenomeno e sa come alle forme corrispondano sempre aspetti più sostanziali che l’inchino del santo nella processione davanti alla casa del boss e della sua famiglia non sia un mero accidente, una sorta di episodio casuale senza seguito e senza conseguenze ma piuttosto il segno di una circostanza precisa che risponderà a conseguenze di qualche rilievo. Invito i lettori a immaginare se una simile circostanza possa verificarsi in un luogo diverso da Corleone o altro paese di quella terra e di quella storia. Dubito che possa darsi una simile contingenza almeno allo stato dei fatti.
6 giugno 2016

Tratto da: articolo21.org

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