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Nicola Tranfaglia

La tragedia degli immigrati

di Nicola Tranfaglia - 12 febbraio 2015
Ci sono problemi, nel mondo contemporaneo, in cui le parole e persino le immagini sembrano usurate e poco significative perché si ripetono ininterrottamente da un tempo quasi infinito e non servono a trasmettere con sufficiente efficace la tragedia di cui pure parlano. Un esempio è l'immigrazione cosiddetta clandestina. Questa avviene fuori del circuito normale delle partenze e degli arrivi. Già il 3 ottobre 2013 a Lampedusa morirono 103 immigranti clandestini e il ministro degli Interni che c'è anche oggi, l'ex segretario privato dell'uomo di Arcore e ora leader del Nuovo Centro Destra dichiarò testualmente: "A Lampedusa ho visto 103 corpi: una scena raccapricciante che mai avrei immaginato di vedere. Una scena che offende l'Occidente, l'Europa. Ho detto al presidente della commissione europea Barroso che non volevano venire a Lampedusa che quell'isola è Europa. Lampedusa è la frontiera dell'Europa, queste persone hanno sognato libertà, democrazia e benessere: E l'Europa deve reagire con forza e prendere in mano la situazione. Lo Stato sarà vicino a Lampedusa". Ora l'organizzazione Save the children ricorda che nel solo mese di gennaio 2015(il mese scorso), nonostante le condizioni climatiche avverse, sono arrivati in Italia magari per proseguire il proprio viaggio per altri paesi, 3.528 emigranti di cui 195 donne e 374 minori non accompagnati, circa il 60 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2014 quando erano arrivati 2.171 migranti, di cui il 91 donne e 342 minori (262 non accompagnati).
Quello che è accaduto ieri dimostra in maniera ormai certa che la tragedia dell'immigrazione clandestina verso l'Italia meridionale, frontiera oggettiva dell'Europa centro-settentrionale in cui si dirige la maggior parte degli asiatici e degli africani che lasciano il loro paese per ragioni politiche od economiche è lungi dall'essere finita ed è destinata, al contrario, a diventare diventare più estesa e preoccupante nei prossimi mesi quando le condizioni climatiche miglioreranno. Rispetto a un problema come questo c'è da dubitare che il tentativo di cui già si parla del governo italiano di intraprendere una versione ridotta di mare nostrum possa avere qualche probabilità di successo o essere la classica goccia in un mare tempestoso. E proprio questo mi pare un problema che donne e uomini di buona volontà nel nostro paese dovrebbero mettere al centro delle proprie preoccupazioni se si hanno a cuore i destini delle persone in maggiore difficoltà.

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