Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Back Sei qui: Rubriche Nicola Tranfaglia La solitudine di Piersanti Mattarella

Nicola Tranfaglia

La solitudine di Piersanti Mattarella

mattarella-piersanti-2di Nicola Tranfaglia - 19 ottobre 2014
Sono trascorsi ormai quasi trentacinque anni dall'assassinio di Pier Santi Mattarella, presidente della regione siciliana dal 1978 alla guida di una coalizione di centro-sinistra con l'appoggio esterno del partito comunista italiano. Consigliere comunale di Palermo dal 1960, cresciuto con una educazione religiosa, studiando a Roma dai fratelli maristi. Dopo l'attività nell'Azione cattolica, si dedicò alla politica nella Democrazia cristiana ispirandosi all'esempio di Giorgio La Pira e avvicinandosi alla corrente politica di Aldo Moro. Assistente di diritto privato all'Università di Palermo, il giovane figlio dell'ex ministro della DC Bernardo Mattarella, si pronunciò con la posizione assunta alla Conferenza regionale di villa Igea nella prima settimana di febbraio 1979. In quella occasione il deputato del PCI, Pio La Torre, che sarebbe divenuto qualche mese dopo segretario regionale di quel partito in Sicilia, attaccò - con molta forza - l'Assessorato regionale dell'Agricoltura denunciandolo come centro della corruzione regionale e additando lo stesso assessore come colluso con Cosa Nostra. 

Un solo giornale ebbe il coraggio di raccontare quel che era successo quel giorno: una cosa mai successa prima, visto che un senatore comunista e il presidente democristiano della regione avevano denunciato con chiarezza uno degli episodi maggiori di collusione con la mafia che si verificava in quella regione e da allora molti previdero che l'uno e l'altro, sarebbero stati assassinati, Mattarella per primo il 6 gennaio 1980, quindi Pio La Torre il 30 aprile 1982. Nel caso di Piersanti Mattarella, la brutale esecuzione, nel giorno dell'Epifania del1980, fu - senza alcun dubbio - legata al contrasto che si era determinato a Palermo tra il presidente della regione Mattarella e l'ex sindaco della capitale siciliana, Vito Ciancimino che aveva siglato un patto con la corrente del presidente del Consiglio Giulio Andreotti e che tentava di rientrare nel partito cattolico con incarichi direttivi. All'inizio l'assassinio venne considerato un attentato terroristico e subito dopo il delitto arrivarono a Palermo rivendicazioni da parte di un sedicente gruppo neo-fascista ma Tommaso Buscetta nella sua deposizione davanti a Giovanni Falcone dichiarò che "Stefano Bontate e i suoi alleati (esponenti della vecchia mafia che dominava la commissione prima dell'avvento dei corleonesi di Totò Riina, Bernardo Provenzano e Gaetano Badalamenti) non erano favorevoli all'uccisione di Mattarella ma non potevano dire a Riina ed alla maggioranza che ormai guidava che non si doveva ammazzare. Nel 1995 vennero condannati all'ergastolo per quell'omicidio i boss Salvatore Riina, Michele Greco, Bernardo Provenzano, Giuseppe Calò e Nené Geraci.
Durante il processo, la vedova di Mattarella dichiarò di riconoscere nel terrorista di estrema destra Valerio Fioravanti, membro dei Nar, che tuttavia in seguito venne assolto per quel delitto. Secondo un altro collaboratore di giustizia, Francesco Marino Mannoia, che Mattarella aveva mutato dopo alcuni anni la sua condotta ed era in forte contrasto con Riina e i suoi luogotenenti mafiosi.
La sentenza della Corte di Assise di Palermo scrive che "l'azione di Pier Santi Mattarella voleva bloccare proprio quel circuito perverso tra mafia e politica incidendo così pesantemente proprio su questi interessi illeciti."
In questi anni si è parlato più volte della presenza di altre forze accanto a quelle di Cosa Nostra nel complotto contro l'uomo politico che presiedeva la regione siciliana e si è ricordato l'incontro che qualche mese prima dell'assassinio ebbe l'on. Giulio Andreotti, a Palermo, con il tramite dell'on.Salvo Lima (ad Andreotti senza dubbio legato) tra la primavera e l'estate 1979. Si è anche notato che Andreotti, pur essendo a conoscenza della maturata insofferenza di Cosa Nostra nei confronti di Mattarella si guardò bene dall'avvertire né l'interessato né il magistrato di quello che si stava preparando. C'è, peraltro, un particolare noto a chi scrive che ha pubblicato nel 2001, con l'editore Garzanti, un saggio sulla sentenza Andreotti: i giudici di appello hanno condannato l'ex presidente Andreotti per rapporti con Cosa Nostra fino al 1980 che è la data proprio dell'assassinio di Mattarella ma che, quando Andreotti venne processato nel 1993-94 significò per l'uomo politico democristiano lo scatto a suo vantaggio della prescrizioni per decorsi termini. Astuzia della provvidenza o conferma del vecchio detto per cui alcuni pagano sempre e altri non pagano mai? Ai posteri l'ardua sentenza.

Le recensioni di AntimafiaDuemila

CASAMONICA, LA STORIA SEGRETA

CASAMONICA, LA STORIA SEGRETA

by Floriana Bulfon

Un documento giornalistico straordinario e di estrema attualità,...

NUDDU

NUDDU

by Pietro Orsatti

Un’inchiesta giornalistica senza apparente via di uscita e...


IL PADRINO DELL'ANTIMAFIA

IL PADRINO DELL'ANTIMAFIA

by Attilio Bolzoni

Un siciliano che è “nel cuore” di un...

FIGLI DEI BOSS

FIGLI DEI BOSS

by Dario Cirrincione

Questo è un libro di storie e di...


IL CASO MOBY PRINCE

IL CASO MOBY PRINCE

by Gabriele Bardazza, Francesco Sanna

Per la prima volta in un libro, i...

AMEN

AMEN

by Antonio Ferrari

L’attentato a Giovanni Paolo II e i molti...


LA MAFIA HA VINTO

LA MAFIA HA VINTO

by Saverio Lodato

La mafia ha vinto, le rivelazioni di Buscetta...

HO UCCISO GIOVANNI FALCONE

HO UCCISO GIOVANNI FALCONE

by Saverio Lodato

La confessione di Giovanni Brusca Il pentito della trattativa...


Libri in primo piano

il patto sporcoNino Di Matteo e Saverio Lodato

IL PATTO SPORCO

Il processo Stato-Mafia nel racconto di un suo protagonista




avanti mafia
Saverio Lodato

AVANTI MAFIA!

Perché le Mafie hanno vinto





collusi homeNino Di Matteo e Salvo Palazzolo

COLLUSI
Perché politici, uomini delle istituzioni e manager continuano
a trattare con la mafia




quarantanni di mafia aggSaverio Lodato

QUARANT'ANNI DI MAFIA
Storia di una guerra infinitaa
Edizione aggiornata
Il processo per la Trattativa