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Giulietto Chiesa

In Iran strategie e servizi segreti

teheran manifestantidi Giulietto Chiesa
I popoli, le masse, credono sovente di agire per obiettivi propri, ma spesso agiscono per obiettivi altrui. E anche a Teheran operano eccome agenti di mezzo mondo
Un lettore mi chiede di commentare quel che succede in Iran.
Non ho una risposta univoca, ma cedo di averne una che, con buona approssimazione, ci spiega qualche cosa.
Questo è il mondo in cui viviamo e vivremo. Un mondo in cui i servizi segreti, organizzazioni militari di vario tipo, stanno diventando sempre di più "privati". Sono questi i veri padroni. Per meglio dire, gli strumenti dei veri padroni. Che, spesso, non sono più gli Stati, come eravamo abituati a considerarli, ma i conglomerati finanziari che ormai possono dominare (talvolta) perfino gli Stati più grandi. Volete un esempio? Il colpo di Stato nazista in Ucraina è certo stato fatto dalla CIA. Ma da quale CIA? Erano tutti d'accordo? Ho buone ragioni (e fonti) per dubitarne. E chi pagava e armava il gruppo che, con Victoria Nuland, guidò l'operazione? Possenti conglomerati finanziari hanno al loro servizio interi pezzi dei servizi segreti americani (e non solo americani). L'ISIS è stato, ed è, un altro esempio. E, nella crisi siriana, ci sono molti elementi per concludere che la creazione di un esercito di 50.000 tagliagole è stata un prodotto molto ibrido di padroni diversi. Occidentali e arabi, oltre che israeliani. E così via. Chi agisce oggi a Teheran? Non sappiamo. Ma Teheran è piena di agenti stranieri. E, come nelle cosiddette "rivoluzioni colorate", sono loro che prendono il comando. Hanno i mezzi, l'esperienza, il know how per farlo. I popoli, le masse, credono spesso di agire per obiettivi propri (quando ne hanno), ma spesso agiscono per obiettivi altrui. Qualcuno ricorda la grande crisi che seguì l'occupazione dell'ambasciata americana a Teheran da parte dei pasdaran iraniani? Era il 1979. Servì a far perdere le elezioni a Jimmy Carter. Tra i pasdaran c'erano gli agenti della CIA. E furono loro, con ogni probabilità, a decidere la sorte di quello scontro. Meditate, giovani, meditate.

Tratto da: megachip.globalist.it

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