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Giulietto Chiesa

Patto Usa-Turchia contro l'Isis: il gatto, la volpe e i tagliagole

confine-turcodi Giulietto Chiesa - 1° agosto 2015
E’ in corso uno scandalo davvero ignobile, che si colloca a metà strada tra la violenza imperiale, che ormai travalica i confini della decenza, e l’inganno mediatico che – in un’unica soluzione – giustifica la violenza e copre l’inganno.

Ohibò, di che si tratta? Dell’alleanza, finalmente ristabilita, tra gli Stati Uniti e la Turchia, a proposito delle modalità con cui (attenzione ai trucchi!) combattere più efficacemente il babau, cioè il cosiddetto Stato Islamico.

Di questo si tratta? Niente affatto, naturalmente. L’ “alleanza”, siglata nei giorni scorsi, non è “a due”, ma “a tre”. Il terzo alleato sono “gli “insorti siriani”. Così scrive, pudicamente, l’International New York Times (28 luglio), per le firme di ben tre inviati (Anne Barnard, Michael R.Gordon e Eric Schmitt) che, in tal modo, condividono festosamente la menzogna e l’ipocrisia.

Con questo nobile compito – quello di combattere l’Isis – l’Impero e la Turchia costituiranno una bella “fascia”, lunga 60 miglia, al confine con la Turchia, nella quale si potranno sistemare “gl’insorti siriani”, che altri non sono che i residuati del Free Sirian Army, mescolati con Al Qaeda.

La “striscia” altro non è che una parte del territorio di uno Stato sovrano, che si chiama Siria. Che viene così occupato simultaneamente da tre suoi nemici, mentre fingono di combatterne un quarto.

I tre mattacchioni che scrivono l’articolo, dopo avere dato un’occhiata alla carta geografica, si accorgono che la “striscia”, una volta occupata, porterà gli aerei americani a sorvolare le zone dove il governo siriano combatte contro “gl’insorti”. Che fare? Si può, cioè è legale, è cosa autorizzata da qualcuno?

Naturalmente è l’arbitrio più totale. In nome di che? Della guerra contro l’Isis. I tre autori della brillante news analysis si fidano delle dichiarazioni anonime di alti funzionari dell’Amministrazione, i quali assicurano che i tagliagole dell’ex Fsa sono “relativamente moderati”. Ma ora leggiamo, papale papale, che “un grande numero” di questi “ribelli” “è stato addestrato in un programma segreto della Cia”, dimostrando in tal modo quanto questi combattenti siano “liberi”. E anche innegabile – si ammette – che sul campo di battaglia questi giovanotti “sono spesso mescolati, e lavorano di concerto con loro, con insorti islamici ben più estremisti”. Non saranno, per caso, proprio i combattenti dello Stato Islamico? Sorvoliamo. Infatti la paludata portaerei della stampa americana e mondiale sorvola.

Ovviamente gli aerei americani cominceranno ad abbattere gli aerei siriani. Cosa volete farci? Bisogna pure capirli questi aerei americani. Del resto l’esperimento della no-fly zone in Libia si è rivelato ottimo, come già sappiamo. Gli aerei di Gheddafi furono tutti distrutti al suolo. Si farà così anche con gli aerei di Bashar. Non vogliamo mica aspettare l’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza? C’è il rischio che, questa volta, la Russia e la Cina mettano il veto. Dunque si proceda. L’Impero si auto-autorizza. L’effetto sarà – se il trucco riesce, – identico. Liquidata la Siria, il territorio sarà area libera di scorribande sanguinose, esattamente come la ex Libia.

Anche perché, come scrivono i suddetti, “gl’insorti” hanno come loro scopo principale non quello di combattere lo Stato Islamico, con il quale sono assai spesso in ottimi rapporti, militari e di affari, ma quello di abbattere Assad. Che è l’interesse americano non dichiarato insieme a quello di  fare un favore a Israele e all’Arabia Saudita. Poi si vedrà.

Qual’è l’interesse turco? Utilizzare la situazione per colpire i miliziani kurdi , prendendo in questo modo due piccioni con una fava. A me, che assisto a questa pantomima sanguinosa, viene in mente la questione degli immigrati, di cui in Italia si straparla ogni giorno. Pochi sembrano rendersi conto che altre centinaia di migliaia di disgraziati saranno costretti – grazie all’Impero, e ai nostri governanti – a venire sulle nostre coste, per fuggire, per sopravvivere. Noi prepariamo, per stupidità, insipienza, viltà, la nostra tragedia.

Così va il mondo. I giornali occidentali hanno urlato a squarciagola per un anno e mezzo, e ancora continuano, che la Russia ha invaso l’Ucraina. Ma quello che da tre anni accade in Siria non lo vedono. E, soprattutto, non ce lo fanno vedere. in effetti non ci hanno fatto vedere neanche la guerra di Ucraina e la supposta “invasione” russa. Dunque siamo pari.

Tratto da: megachip.globalist.it

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